Cronaca Via Alberto Tallone

Ginevra Randazzo è tornata a casa: "Abbiamo scoperto una Roma allo sbando"

La minorenne scomparsa da La Storta è tornata a casa. I genitori: "E' emerso uno spaccato di una realtà preoccupante e in alcuni momenti addirittura raccapricciante"

Ginevra Randazzo

La cosa fondamentale per parenti e amici è il suo ritorno dopo 23 giorni di silenzio. Ginevra Randazzo, 17enne scomparsa il 28 luglio da La Storta, ha suonato il citofono alla madre, che le ha aperto commossa. E' tornata spontaneamente dal luogo della fuga, la sua abitazione. 

"Ginevra sta bene, è un po' dimagrita perché ha fatto una vita un po' da nomade, girando di posto in posto per quasi un mese, ma sta bene e si riprenderà". Finalmente dall'altra parte del telefono c'è una voce distesa. A raccontarci il rientro a casa della ragazza è Gianluca Riparbelli, il compagno della madre di Ginevra, Karen Randazzo, che aveva lanciato nelle scorse settimane una vera e proprio campagna mediatica tramite i social network per appellarsi a chiunque avesse notizie sulla scomparsa.  

SOLO UNA 'BRAVATA'? - La ragazza ha fatto rientro a casa la sera del 20 agosto, di sua spontanea volontà, come di sua volontà è scappata dalla finestra. Un cerchio che si chiude, facilmente interpretabile come 'bravata' di un'adolescente, ma che nel corso delle ricerche dei Carabinieri ha evidenziato altro. Si è nascosta prima ad Aprilia, poi a Casal de'Pazzi e pare che i militari fossero sul punto di trovarla qualche giorno fa, poco prima del rientro. Insomma, non avrebbe fatto tutto da sola. 

LE DENUNCE - Ricordiamo che nove amici della 17enne sono stati denunciati dai genitori di Ginevra. Sette maggiorenni e due minorenni che hanno aiutato la ragazza nella fuga, che l'hanno coperta, che sono stati interrogati dagli inquirenti dando versioni spesso discordanti, omettendo la verità. Aiutare un minore a fuggire dai genitori è reato, e come tale perseguibile penalmente. Le denunce dunque restano agli atti. 

"REALTA' PREOCCUPANTE" - Che dietro la fuga di Ginevra ci sia "molto di più" i parenti lo hanno detto fin da subito. E continuano a ribadirlo anche adesso che la ragazza è finalmente tornata nelle loro vite. "E' emerso uno spaccato di una realtà preoccupante ed in alcuni momenti appare addirittura raccapricciante". "Scuole dove lo spaccio e il consumo di droghe sono all'ordine del giorno, famiglie dove i genitori sanno, ma preferiscono fingere di non sapere, aree di Roma dove l'illegalità è all'ordine del giorno, ma dove sembra che le forze dell'ordine siano off limits". 

Buchi neri di una storia, per fortuna, a lieto fine. "Grazie di cuore a tutti coloro che hanno collaborato con noi per il ritrovamento di Ginevra - scrive Gianluca sulla pagina del Comitato - in particolare al Comandante della Stazione dei Carabinieri di La Storta ed ai vice comandanti di la Storta e di Piazza Dante. Grazie ai giornalisti che ci hanno assistito con professionalità. 

Grazie alle tante persone, amiche, amici semplici conoscenti ed anche estranei (fino ad ieri) che ci sono stati vicini, ci hanno sostenuto ed hanno esternato il loro amore per Ginevra e per noi. Grazie atutti coloro (tantissimi di tutte le chiese e di tutte le religioni) che hanno pregato per Ginevra, per la sua salute e per noi. Grazie Grazie". 

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