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Cronaca Prati / Via dei Gracchi

Orafo ucciso a Prati, è ancora caccia all'uomo: spunta un complice

E' prevista per oggi l'autopsia sul corpo del gioielliere, all'ospedale Gemelli di Roma, mentre continuano i rilievi dei Ris fuori e dentro il negozio, con pc e specifiche apparecchiature

Impronte digitali, tracce biologiche rilevate durante i sopralluoghi e telecamere di videosorveglianza. Sono diversi gli elementi in mano agli inquirenti che stanno indagando sull'omicidio di Giancarlo Nocchia, l'orafo massacrato mercoledì pomeriggio in via dei Gracchi, nel quartiere Prati. 

L'uomo è stato ucciso all'interno del suo laboratorio, conosciuto in tutta la zona, da un rapinatore che si è presentato con una parrucca nera di riccioli e occhiali. L'ha colpito al volto con un corpo contundente al primo tentativo di resistenza. Pochi minuti e poi la fuga col bottino, durante la quale ha seminato poco lontano uno degli astucci di gioielli Nocchia, scia che aiuterà gli investigatori a tracciare la via di fuga percorsa dall'uomo.

E' prevista per oggi l'autopsia sul corpo del gioielliere, all'ospedale Gemelli di Roma, mentre continuano i rilievi dei Ris fuori e dentro il negozio, con pc e specifiche apparecchiature. Si mantiene il massimo riserbo sull'avanzamento delle indagini, ma alcuni particolari emerge con forza a stringere il cerchio intorno all'identità dell'assassino. A quanto emerge da testimonianze e immagini delle telecamere ci sarebbe un complice. Un uomo che avrebbe atteso il rapinatore fuori dal negozio per facilitarlo nella fuga. 

Si cerca poi di capire se la vittima avesse già incontrato il suo carnefice. E qui abbiamo l'altro dettaglio rilevato da chi indaga: un numero anomalo di accessi sul sito internet della gioielleria, effettuati nei giorni precedenti alla rapina. L'idea è che il killer abbia "studiato" il negozio, forse per mostrare all'orafo di conoscere le sue creazioni e guadagnarsi così la sua fiducia entrando come cliente. 

Intanto il quartiere è ancora sotto choc. I commercianti hanno paura e le associazioni di categoria chiedono un giro di vite sulla sicurezza. Perchè, come ricorda la Confcommercio di Roma "più volte abbiamo segnalato che la maggioranza dei commercianti capitolini nell'ultimo anno ha percepito un netto peggioramento dei livelli di sicurezza per la propria attività: addirittura il 66,4% delle imprese ha visto aumentare i furti, seguiti dalle rapine, dai fenomeni di usura e dalle estorsioni, fenomeni spesso legati alla microcriminalità e che mostrano le falle di un sistema di sicurezza insufficiente per risorse e forze in campo".

E al Prefetto si rivolge il presidente della Confcommercio di Roma, Rosario Cerra, proponendo dei "negozianti sentinella". "Ho avanzato al prefetto Gabrielli l'idea delle 'sentinelle': dai bar ai ristoranti ai tabaccai, possiamo contare su circa 24.600 esercizi legati a Confcommercio localizzati tra Roma e provincia e ognuno di loro, su base volontaria, potrebbe diventare un utile presidio nelle attività di controllo del territorio".  

Giancarlo Nocchia ucciso durante una rapina

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