Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Al via il processo per Geco, il writer accusato di danneggiamento

Lorenzo Perris, meglio noto come Geco anche per i tag e i graffiti lasciati sui muri di diverse zone di Roma, era stato denunciato nel 2020

Si è aperto martedì mattina a piazzale Clodio il processo a Lorenzo Perris, in arte Geco, writer i cui “tag” e graffiti compaiono sui muri di moltissime zone di Roma.

Perris è stato rinviato a giudizio con l’accusa di avere “imbrattato e danneggiato strutture e infrastrutture pubbliche di interesse storico artistico del Comune di Roma”, tra cui l’Arco dei Quattro Venti e Palazzo Corsini a Villa Pamphilj, i muri di diverse stazioni ferroviarie, metro e di sottopassi, della banchina del Tevere di Porta Portese e dell’Archivio di Stato, oltre che di altri beni vincolati. In totale sono 36 i tag e graffiti finiti nel mirino della procura, che ha avviato il procedimento dopo una denuncia presentata nel novembre del 2020 dal Nucleo Ambiente e decoro della polizia di Roma Capitale.

Il post dell'allora sindaca Virginia Raggi

Nel corso dell’indagine, durata un anno, gli agenti erano riusciti a risalire all’identità di Geco e a far scattare la denuncia: “Centinaia di bombolette spray, migliaia di adesivi, funi, estintori, corde, lucchetti, sei telefoni cellulari, computer, pennelli, rulli e secchi di vernice - aveva commentato l’allora sindaca Virginia Raggi - Si tratta del materiale che il Nucleo Ambiente e Decoro della nostra Polizia Locale ha sequestrato al writer romano noto come ‘Geco’ che, insieme all’assessore Linda Meleo, avevamo già denunciato per aver deturpato diversi edifici della nostra città. Grazie al lavoro del Nad, e a un anno di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, i nostri agenti sono riusciti a identificare il writer. I magistrati hanno poi disposto perquisizioni domiciliari e nei mezzi a sua disposizione. Era considerato imprendibile, ma ora Geco è stato identificato e denunciato. Ha imbrattato centinaia di muri e palazzi a Roma e in altre città europee, che vanno ripuliti con i soldi dei cittadini. Una storia non più tollerabile”.

Nel corso della prima udienza Roma Capitale si è ufficialmente costituita come parte civile. Parti offese nel procedimento sono, oltre a Roma Capitale, anche l’associazione Villa Pamphilj e Strada dei Parchi Spa.

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