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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca Tor Marancia / Piazzale Antonio Tosti

Gambizzazione Cinzia Pugliese: arrestato il mandante, 'Mazinga' si nascondeva a Dubai

L'uomo era latitante dallo scorso mese di marzo. Il ferimento della donna nel luglio del 2013 mentre l'allora 61enne si trovata nel suo centro estetico in zona Tor Marancia

Si nascondeva in un lussuoso Hotel di Dubai. A mettere fine alla latitanza di Massimiliano Alfano, alias Mazinga, i carabinieri del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Roma. L'uomo, un 33enne originario di Battipaglia, nel salernitano, è infatti ritenuto responsabile di essere il mandante del ferimento a colpi di pistola di Cinzia Pugliese, materialmente eseguito dal collaboratore di giustizia Giancarlo Orsini il 24 luglio del 2013, con la donna ferita al polpaccio mentre si trovava nel prorpio Centro Estetico di piazzale Tosti a Tor Marancia.

LA GAMBIZZAZIONE DI CINZIA PUGLIESE - I fatti si verificarono intorno alle 19:30 del luglio di due anni fa quando l'allora 61enne romana venne attinta da un colpo di pistola al polpaccio della gamba destra, esplosogli contro da un ignoto individuo con il volto travisato da un casco integrale. Nella circostanza, la donna non fornì indicazioni utili alle indagini.

PREZZO DELLA GAMBIZZAZIONE - In sede di collaborazione, Giancarlo Orsini ha confessato di avere personalmente eseguito l’azione di fuoco in danno di Cinzia Pugliese, su mandato di Massimiliano Alfano, che gli consegnò 3.500 euro quale compenso per l’esecuzione del delitto.

PISTOLA USATA DAL KILLER - Gli accertamenti tecnici del Ris dei carabinieri di Roma hanno consentito di accertare che il killer su commissione utilizzò contro Cinzia Pugliese la stessa arma impiegata per la gambizzazione di Mirco Maccarinelli e per l’omicidio di Sesto Corvini.  Le dichiarazioni del collaborante sono state riscontrate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma che hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico di Massimiliano Alfano quale mandante della gambizzazione per la quale l’uomo è indagato dei reati di cui agli artt. 110, 582,583, 585 c.p., con l’aggravante di cui all’art. 7 della legge 203/1991, per avere agito avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p.

LUSSUOSO HOTEL A DUBAI - Essendo sfuggito all’arresto il 5 marzo scorso, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Roma hanno svolto una mirata attività di ricerca del latitante che ha consentito di individuarlo a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti dove l’uomo ha risieduto per alcuni mesi in un lussuoso albergo.

ESTRADIZIONE IN ITALIA - Con la collaborazione del Servizio di Cooperazione Internazionale del Ministero dell’Interno e dell’Interpol, Massimiliano Alfano è stato arrestato dalla polizia degli Emirati Arabi ed è ora trattenuto in carcere, in attesa di essere estradato verso l’Italia.

ORDINANZE CUSTODIA CAUTELARE - Le ordinanze di custodia cautelare per i fatti delittuosi sopra citati vennero effettuate dai carabinieri di Roma che diedero esecuzione  ad un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 6 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di tre omicidi e tre gambizzazioni commesse a Roma e provincia negli anni 2013 - 2014, fra loro appunto Massimiliano Alfano, destinatario del provvedimento cautelare, riuscì a sottrarsi alla cattura, venendo dichiarato latitante.

OMICIDI E GAMBIZZAZIONI - La misura cautelare, basata sui riscontri investigativi acquisiti sulle dichiarazioni auto e etero accusatorie rese ai Pm della Procura della Repubblica di Roma da Giancarlo Orsini, pluripregiudicato 48enne, romano, ha consentito di fare luce su una serie di gravi delitti: la gambizzazione di Mirco Maccarinelli, commessa ad Ardea – Marina di Tor San Lorenzo il 22 giugno del 2013, quella appunto di Cinzia Pugliese, eseguita nel luglio successivo, l'omicidio in pregiudizio di Federico Di Meo, assassinato il 24 settembre del 2013 a Velletri; l'omicidio di Sesto Corvini commesso il 9 ottobre sempre del 2013, a Casalpalocco; la tentata rapina con gambizzazione in danno di Giulio Morelli al Trullo, commessa il 2 dicembre 2013 e l'omicidio di Roberto Musci eseguito il 23 gennaio dell'anno successivo a Casalotti. 

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