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Agguato ad Ostia, cognato di Spada gambizzato in strada: due condanne a 11 anni

L'agguato, secondo gli investigatori, si colloca nelle dinamiche di "riposizionamento" dei gruppi malavitosi lidensi sullo "scacchiere criminale" di Ostia

Sono stati condannati a 11 anni per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso Girolamo Finizio, 46enne cognato di Angelo Senese subentrato al comando del clan e fratello del boss Michele Senese detto 'O Pazzo', e Adriano D'Arma, l'uomo che materiale ha fatto sparato gambizzando Paolo Ascani, cognato di Roberto Spada, avvenuta lo scorso 20 aprile in via Antonio Forni a Ostia.

Rinviato a giudizio il terzo autore dell'agguato, Roberto Cirillo (già in manette per aver gambizzato il nipote di Terenzio Fasciani ad Ostia), che ha scelto di essere processato con il rito ordinario.

Condannato anche il cognato di Roberto Spada perché non collaborò

I tre finirono in manette quando vennero arrestati dai carabinieri dopo le indagini dei carabinieri coordinati dal pm della Dda di Roma Mario Palazzi. Anche lo stesso cognato di Roberto Spada è stato condannato a 2 anni per favoreggiamento: l'uomo infatti disse agli inquirenti di non sapere i suoi aggressori ma da quanto emerse dalle indagini stava in realtà pianificando una vendetta.

L'agguato ad Ostia

Ci volle un mese per chiudere le indagini. L'agguato, secondo gli investigatori della Distrettuale Antimafia e dei carabinieri, si colloca nelle dinamiche di "riposizionamento" dei gruppi malavitosi lidensi sullo "scacchiere criminale" di Ostia.

Dalle indagini è emerso come la vittima, Paolo Ascani, sia stato colpito da un gruppo criminale emergente ad Ostia derivante dalla Camorra napoletana e da tempo insediato nel quadrante Est della Capitale. Il mandante dell'agguato, infatti, identificato nel pregiudicato quarantaseienne Girolamo Finizio, cognato di Angelo Senese, fratello del boss detenuto Michele Senese detto 'O' Pazzo'.

"Er ciccione ha sparato per uccidermi, nun me lo scorderò mai"

Nell'ordinanza di custodia cautelare che portò all'arresto degli autori dell'agguato, il gip Bernadette Nicotra scriveva che Girolamo Finizio e Adriano D'Arma (l'uomo che materiale ha fatto fuoco contro il cognato di Spada), si erano recati insieme nei pressi del luogo dove risiede Paolo Ascani per raggiungerlo volta sceso dall'auto.

"Mo' te 'mpari a fa' le prepotenze", gli disse Adriano D'Arma prima di sparare. Ma quali erano le "prepotenze"? Non si tratta di un affare criminale saltato, piuttosto una mancanza di rispetto dopo una lite stradale sul Lungomare di Ostia.

Parlando con un amico è lo stesso Ascani che, intercettato, lo conferma: "A Ste' se te solo due piotte o mezz'etto di roba e non ti pago, vengo da te e ti sparo. Ma pe' na freccia. Là, sul Lungomare poi". Poi aggiunge "Er ciccione (identificato poi con D'Arma) ha sparato per uccidermi, nun me lo scorderò mai. So salvo per miracolo. Me vojo fa 25 anni ma me la deve pagà". 

Minacce al trono degli Spada

Non è la prima volta che una persona vicina al clan Spada diventa bersaglio di un agguato. Nel novembre del 2017 ignoti spararono diversi colpi di pistola, prima contro la porta di un appartamento di via Antonio Forni di un membro della famiglia Spada e poi contro un'auto in sosta in via Umberto Cagni.

Quello fu l'ultimo episodio di violenza che accade ad Ostia per un bel po'. Sia per gli arresti dell'operazione Eclissi, sia perché venne siglata una 'pax', il cosiddetto "patto di Grottaferrata" che, con la benedizione di Salvatore Casamonica (che si faceva portavoce degli Spada) e di Fabrizio Piscitelli (portavoce del gruppo dei 'napoletani' capeggiato da Barboncino), sancì lo stop alla guerra per portare avanti gli affari legati alla droga. Ora, con Casamonica in carcere e Diabolik morto ammazzato al Parco degli Acquedotti, quella pace potrebbe essere saltata come dimostra anche l'ultimo agguato. 

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