Troppa refurtiva nell'auto che rimane bloccata sulla rampa del box: fermati ladri maldestri

Il tentativo a Villanova di Guidonia. Fermato il primo malvivente alle prese con l'auto il complice è stato scovato in casa di sua sorella a Guidonia

Due ladri maldestri che troppo hanno voluto e poco hanno ottenuto. Il tentativo di furto è avvenuto il 6 novembre scorso quando i due uomini sono giunti nei pressi di uno stabile di Villanova di Guidonia e, discesa con un’auto la rampa di un garage, hanno aperto la serranda di un box ed hanno caricato il veicolo con numerosi attrezzi, quali tagliaerba e motoseghe.

AUTO TROPPO PESANTE - Il peso eccessivo della refurtiva ha però giocato loro un brutto scherzo, in quanto una volta terminato il 'lavoro' hanno provato a risalire la rampa del garage, ma l’auto, troppo carica, ha iniziato a slittare sull’asfalto reso viscido dalla pioggia. Alcuni condomini si sono resi conto di quanto stava accadendo  ed hanno chiamato il 113.

LADRO ALLE PRESE CON L'AUTO - In pochi minuti gli agenti dell’Ufficio di Polizia di Guidonia, diretto dalla dottoressa Maria Chiaramonte, sono giunti sul posto ed hanno tratto in arresto uno dei ladri, ancora alle prese con i problemi dell’autovettura, mentre il complice è riuscito a fuggire.

CACCIA AL COMPLICE - Sono allora iniziate le indagini per identificare il fuggitivo. Gli investigatori sono dapprima risaliti al proprietario dell’autovettura. Poi, esaminando il tabulato telefonico dell’arrestato, sono emersi i contatti intercorsi nell’orario del furto proprio tra l’arrestato ed il titolare del veicolo, facendo quindi ritenere potesse essere proprio lui il complice.

A CASA DELLA SORELLA - Una volta giunti alla sua identificazione, sono quindi iniziati i servizi di osservazione e pedinamento per giungere alla sua individuazione.L’uomo, risultato essere un 55enne di Tivoli con numerosi precedenti di Polizia specifici, nella giornata di ieri è stato scovato nell’abitazione della sorella, situata sempre nel Comune di Guidonia-Montecelio.

19 MESI DI RECLUSIONE - Riconosciuto senza alcuna incertezza dai testimoni presenti in occasione del tentativo di furto, è stato quindi denunciato all’Autorità Giudiziaria mentre il complice, già processato per direttissima, è stato condannato a 19 mesi di reclusione.

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