Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Borghesiana / Via Borghesiana

Svaligiavano ville di lusso a tempi record: fermata banda specializzata

I carabinieri arrestano 5 persone dedite a furti in appartamenti di lusso. Rinvenuta anche una raffineria per estrarre cocaina dagli abiti intrisi di sostanza stupefacente. I fermi tra Borghesiana e Tor Bella Monaca

Un vero e proprio sodalizio criminale. Una banda di rapinatori specializzata alla commissione di furti in appartamenti di lusso. Conclusa con successo l’Operazione Caucaso, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati in collaborazione con le Compagnie dipendenti e le unità cinofile dei Carabinieri di Santa Maria Galeria. Indagine che ha portato all’arresto di 4 cittadini georgiani e di 1 ucraino rintracciati dai militari nelle zone di Borghesiana e Tor Bella Monaca, nel VIII Municipio. Un pericoloso sodalizio criminoso al quale i militari hanno intimato un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica.

ROMA E I CASTELLI ROMANI: L’attività investigativa, che ha avuto inizio nella scorsa primavera proprio per fronteggiare il fenomeno dei furti in appartamento, è stata condotta prevalentemente attraverso strumenti investigativi tradizionali quali numerosi servizi di osservazione e pedinamento, individuazioni fotografiche, e, soprattutto attraverso un’accurata analisi del modus operandi dei ladri, che ha portato ad individuare la banda, composta da soggetti tutti provenienti dalla regione caucasica, tutti pluripregiudicati per reati contro il patrimonio e la persona, che si è resa responsabile di innumerevoli furti in appartamenti delle zone residenziali della Capitale. In particolare sono stati riscontrati dai Carabinieri circa 25 furti e parte della refurtiva è stata recuperata, sebbene si è certi che ne siano stati commessi molti di più.. Si sfidavano anche in gare per fare tempi record tra ladri per aprire appartamenti nel più breve tempo possibile e svaligiarli, con serrature 'violate' in poco più di un minuto. Il record fissato dalla banda era di un minuto e 27 secondi in almeno 25 furti messi a segno a Roma nell'arco di due o tre mesi in abitazioni dei Castelli Romani e dei quartieri Fleming, Montesacro e Trionfale.

FURTO E RICETTAZIONE: La banda provvedeva ad individuare gli appartamenti d’interesse ed a studiare le abitudini dei proprietari sino ad individuare il momento in cui l’appartamento veniva lasciato incustodito. A quel punto, attraverso la forzatura delle serrature i ladri si introducevano all’interno impossessandosi di tutto ciò che riuscivano a portare con se: preziosi, apparecchi high tech, orologi, telefoni cellulari ed altro. I preziosi venivano poi, in alcuni casi spediti all’estero, in altri casi rivenduti sulla stessa piazza romana presso negozi “Compro Oro” o presso ricettatori di fiducia, tanto che, nel corso delle indagini, è stato possibile recuperare circa 50 chilogrammi di oggetti preziosi. I cinque rivestivano all’interno del gruppo ciascuno ruoli ben precisi: due di essi erano i promotori ed organizzatori del sodalizio gestivano l’aspetto logistico, la coesione del gruppo, il reperimento anche all’estero di specifici macchinari ed attrezzature idonee all’apertura di porte blindate, controllavano l’esecuzione degli ordini impartiti e la vendita della refurtiva. Gli altri si dividevano i compiti proponendo gli obiettivi, curando l’apertura delle porte (uno di essi è particolarmente abile in questo).

GIOIELLI E PC: La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, grazie alle risultanze acquisite nel corso delle indagini ha potuto rubricare ai cinque, oltre ai capi di imputazione scaturenti dai singoli furti, anche l’art. 416 del codice penale, vale a dire l’associazione per delinquere. Oltre all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state effettuate numerose perquisizioni domiciliari che hanno portato a recuperare numerosi gioielli, oggetti in argento, computer portatili provento dei furti, oltre che a vari arnesi atti allo scasso, specifici anche per aprire le blindature.

LABORATORIO PER LA COCAINA: Sempre durante il blitz è stata rinvenuto in un appartamento in uso ad uno degli arrestati un laboratorio per estrarre la cocaina dai tessuti intrisi che vengono usati per portare clandestinamente la droga. In particolare all’interno dell’appartamento ove stavano due degli arrestati è stato sorpreso un peruviano con un borsone pieno di vestiti imbevuti di cocaina liquida, mentre dentro la raffineria è stata sorpresa una donna incensurata, amica di uno degli arrestati, la quale all’arrivo dei Carabinieri ha tentato di disfarsi del liquido in decantazione evidentemente estratto da altri capi di abbigliamento precedentemente trattati.

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