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Cronaca

Farmacie come bancomat, incubo furti e rapine: l'allarme di Federfarma

Escalation di colpi nella Capitale in questo inizio 2019. Contarina: "Servirebbe una squadra investigativa apposita per braccare questi malviventi"

Escalation di furti e rapine in  farmacia a Roma: solo nei primi 20 giorni di gennaio sono stati messi a segno 5 colpi. "Siamo veramente esasperati e amareggiati. Non si può più andare avanti così. Viviamo in un incubo continuo con il terrore, ogni mattina, di tirare su la saracinesca della farmacia e trovarla vuota". 

Parla così, con grande preoccupazione, Vittorio Contarina, vicepresidente di Federfarma e presidente di Federfarma Roma, che da anni denuncia la piaga dei furti e delle rapine nelle farmacie romane. "Anche mercoledì mattina sono stato svegliato dall'ennesima telefonata di una collega disperata perché vittima della banda del buco: della sua farmacia ha trovato solo le mura, il resto era stato rubato".

"E' un vero incubo. Nel 2018 le farmacie romane hanno subito 53 furti con scasso a farmacia chiusa, durante i quali sono stati rubati farmaci e casse automatiche. Ora il fenomeno ha una escalation: solo nei primi 20 giorni di gennaio sono stati messi a segno 5 colpi, con  danni enormi per i colleghi. Mentre il fenomeno delle rapine risulta abbastanza sotto controllo, i furti esplodono  - osserva Contarina -. Si tratta di colpi eseguiti su commissione, in cui vengono sottratti farmaci. Servirebbe una squadra investigativa apposita per braccare questi malviventi". 

"Il problema è gravissimo in tutta Italia, soprattutto nelle grandi città", conferma il presidente di Federfarma nazionale Marco Cossolo. "Già nel primo mese del 2019 si contano decine di furti e rapine nelle farmacie di tutta Italia, in cui oltre ai soldi sono rubati anche i farmaci. Spesso si tratta di rapinatori seriali che prendono di mira lo stesso esercizio".

"E' possibile, come dimostrano le indagini di alcune procure, che i farmaci rubati siano poi venduti all'estero. E' necessario trovare rapidamente una soluzione - conclude Cossolo - Le telecamere collegate direttamente alle stazioni delle Forze dell'ordine non sono un deterrente sufficiente. Chiediamo a gran voce maggiori controlli e la certezza della pena e della sua applicazione per questi delinquenti".

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