Cronaca

Corsa all'oro rosso: cresce il business intorno ai furti di rame

Continui furti perpetrati ai danni di stazioni, scuole e persino cimiteri: il rame si ruba facilmente e si ricicla altrettanto agevolmente. Cresce così la domanda nel mercato nero

Il suo valore è ormai alle stelle, si ricicla facilmente e si trova ovunque: è il rame, nuovo “metallo prezioso” che fa sempre più gola alla “microcriminalità fai da te” attratta dalla sua semplice reperibilità e dalla facile rivendita. Per farsi un'idea di quanto questo business abbia preso piede bastano i numeri riguardanti le operazioni effettuate dai soli carabinieri, tra Roma e provincia, dall'inizio del 2011: 66 arresti, 14 denunce e il recupero, in totale, di 10 tonnellate di rame rubato.

Il rame si trova un po' ovunque, scuole, tombini, pali della luce e soprattutto ferrovie, luogo prediletto per questi furti: a giugno scorso il bilancio dei danni di soli tre furti di rame perpetrati sulla Roma-Lido è stato di 150 mila euro, senza contare i disagi per i pendolari causati dai treni bloccati.

Il perché dell'aumento di questo tipo di furti trova risposta nel cambiamento dell'incontro tra domanda e offerta nel “mercato nero” del rame, come osserva il Colonnello Salvatore Cagnazzo, comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Roma: “L’aumento della domanda di questo metallo, che ha un’importanza fondamentale nell’economia contemporanea, insieme alla speculazione finanziaria ha portato il prezzo del rame alle stelle. Di conseguenza ciò ha causato un sempre maggiore interesse per il riciclaggio di questo metallo.”

Questa tipologia di furti si è sviluppata in un business che ha un preciso funzionamento, basato sulla facilità di riciclaggio del metallo e, soprattutto, sulla mancanza di controlli necessari in fase di rivendita: “Il rame è molto adatto ad essere riciclato per vari motivi. Quello principale che rende conveniente il riciclaggio è che il rame ha alti costi di estrazione e bassissimi costi di riciclaggio, contrariamente a quello che avviene con altre sostanze”. Continua il Colonnello: “Il riciclaggio non comporta alcuna difficoltà e nella maggior parte dei casi non c’è bisogno di sottoporre gli scarti di rame ad alcuna lavorazione prima di fonderlo. Il rame si vende benissimo. In qualsiasi centro di rottamazione lo prendono senza chiederne la provenienza. A grandi quantità verrebbero acquistate da fonderie dove diventano barre di metallo normali che vengono poi esportate regolarmente verso la Cina”.

Col. Salvatore Cagnazzo_-2Quindi, la facilità di furti, che spesso avvengono in luoghi abbandonati o non controllati, e quello del prezzo della rivendita aumentano ancor di più l'appetibilità del metallo: “I ladri rubano il rame ovunque sia possibile: linee ferroviarie, cantieri, case, fabbriche e perfino cimiteri. Il prezzo della sua vendita varia tra i 3 e i 7 euro al chilo.” Inoltre, non c'è un preciso identikit del ladro di rame, aspetto che rende forse più difficile contrastare il fenomeno, così come rende arduo comprendere se dietro questo mercato ci sia un'organizzazione vera e propria. Come ricorda il Colonnello Cagnazzo i ladri sono “per la maggior parte stranieri, prevalentemente dell’est, oppure nomadi, ma a volte anche italiani.” Tutto questo porta a non escludere la presenza di una struttura organizzata e dedita a questo reato ma, al momento, non ci sono gli elementi per poterlo provare: i casi riguardano episodi singoli dietro ai quali non è semplice appurare l'ombra di un mandante.

La situazione descritta, però, non si replica soltanto nella capitale, infatti, seppur a Roma i furti aumentano sensibilmente, questo non indica un problema tipicamente romano perché, come conclude il Colonnello Cagnazzo: “il fenomeno dei furti di rame è in crescita in tutta Europa, non solo a Roma.”

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