Le badanti indicavano le case ed i ladri le aprivano in 18 secondi: 57 arresti

I 'topi di appartamento' sfruttavano una rete transnazionale alloggiando in case fornite dalle donne lungo le linee dei muzzi pubblici. La refurtiva veniva poi spedita in Georgia

La refurtiva e gli strumenti utilizzati dal sodalizio criminale

Come le locuste, dove passavano loro non rimaneva niente. Una 'piaga' che conoscono bene centinaia di cittadini romani, e non solo, alle prese con una banda di ladri georgiani specializzanti nei furti in appartamento. Una vera e propria organizzazione criminale in grado di aprire un portoncino blindato, senza lasciare segni di effreazione, anche in 18 secondi, come emerso da alcune intercettazioni telefoniche. Degli specialisti del furto che dal loro Paese sfruttavano una rete di conoscenze e complici, perlopiù badanti parenti, che indicavano loro la casa da ripulire fornendogli tutta l'assistenza necessaria alla trasferta criminale, cibo, case vicino le linee dei mezzi pubblici, mezzi di trasporto ed assistenza legale e fisica in caso di arresto in flagranza di reato. 

OPERAZIONE CAUCASO - Un vero e proprio sodalizio trasnazionale sgominato dai carabinieri di Roma con la collaborazione dell'Europol. Era infatti nella Capitale che gli interessi dei georgiani si erano spostati da alcuni anni, con il 60 per cento dei furti in appartamento messo in atto nelle abitazioni dei quartiere bene della Città EternaCollina Fleming, Prati, Parioli, Quartiere Trieste, Pinciano ma anche Talenti, Porta di Roma e Montesacro. Già scominata nel 2011 nell'ambito della Operazione Caucaso l'organizzazione criminale ha però proseguito nel suo lavoro sino a questa mattina quando i militari dell'Arma hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare a 57 persone facenti parte del sodalizio.

DALLA GEORGIA ALLA CAPITALE - Gli indagati sono ritenuti responsabili di far parte di un’associazione per delinquere operante anche sul territorio italiano con articolazioni locali inserite e perativamente collegate con l’organizzazione criminale georgiana denominata “Vory v Zakoni” o “Thieves in Law” (“ladri nella legge” dove per legge si intende il codice di comportamento interno dell’organizzazione criminale) dedita alla commissione di reati contro il patrimonio, in particolare furti in abitazione. Il sodalizio è operante in Italia e in diversi paesi europei, tra i quali Grecia, Spagna, Germania, Francia, Austria, Russia, Georgia e Moldavia.

DA FABBRI A SPECIALISTI DEL FURTO - Come indicato dagli investigatori il business dei furti in appartamento (non solo a livello nazionale, ma anche europeo e transnazionale) era in mano ai georgiani in quanto storicamente professionisti dei lavori col ferro. Quando faceva parte dell'Ex Unione Sovietica in quella che è l'attuale Georgia vi erano infatti i fabbri del popolo, una arte della lavorazione del ferro che una volta caduta la cortina di ferro dell'ex Urss hanno adattato ai loro scopi criminali. A renderli particolarmente professionali la creazione di chiavistelli e altri oggetti atti allo scasso creati ad hoc a seconda della abitazione da ripulire. Una capacità riconosciuta ai georgiani anche dai criminali nostrani, che si rivolgevano a loro per avere le giuste 'chiavi' per svaligiare appartamenti e ville. 

OPERAZIONE LOCUSTA HORO CASH - L’importante risultato operativo si basa sulle risultanze investigative acquisite nel corso di due distinte attività di indagine condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati (Indagine “Locusta”) e dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Parioli (Indagine “Horo Cash”), basate su un elevato numero di riscontri operativi che, nel tempo, hanno portato all’arresto in flagranza di reato di ben 67 persone collegate al citato sodalizio criminale, sorprese dai Carabinieri mentre stavano effettuando furti all’interno di abitazioni, permettendo ai carabinieri di recuperare refurtiva per oltre due milioni di euro (ma le cifre di quanto depredato in città sarebbero molto più elevate). 

CODICE DELLA BANDA - L’organizzazione si caratterizza per essere strutturata gerarchicamente e con un rigido codice di comportamento secondo il quale i soggetti al vertice hanno poteri di direzione delle attività criminali, di vigilanza sul rispetto del codice stesso, di risoluzione dei contrasti tra gli associati e nella quale vige la regola per cui i proventi illeciti confluiscono in un’apposita cassa comune denominata “obshak”. E’ stato calcolato che sul solo territorio capitolino confluiscono mensilmente nella cassa comune i proventi di furti per un valore equivalente ad alcune centinaia di migliaia di euro.

LA DIVISIONE DEI COMPITI - Le attività criminali del gruppo sono condotte da manovalanza dedita alla commissione di un numero indeterminato di delitti contro il patrimonio, in particolare furti in appartamento, sotto il controllo dei livelli intermedi del sodalizio, criminali che in qualità di responsabili di zona, fungono da raccordo con i vertici georgiani dell’organizzazione.

TRASFERIMENTO DELLA REFURTIVA - Al fine di eludere le indagini delle Autorità, i responsabili dell’organizzazione tendono a spostare da città a città i “ladri”, soprattutto quelli arrestati in flagranza o controllati dalle forze dell’ordine, trasferendoli anche in altri paesi europei, mediante il sistematico ricorso a falsi documenti di identità. La notevole mobilità degli affiliati sul territorio europeo e la presenza di più basi operative in diverse località italiane e europee, consente all’organizzazione criminale di preservarsi dagli interventi delle forze di polizia.

IL RUOLO DELLE BADANTI - Gli appartenenti al gruppo criminale sono soliti individuare gli appartamenti da derubare grazie alle informazioni ricevute da una fitta rete di badanti di origine est-europea e utilizzano la tecnica del key–bumping per forzare le serrature blindate delle porte di ingresso senza lasciare segni di effrazione.

DAL 2011 AL 2015 - Le indagini dei Carabinieri – avviate nell’anno 2011 – prendono le mosse dall’operazione “Caucaso” che aveva consentito di arrestare i promotori della prima cellula emergente sul territorio romano ed è stata sviluppata anche grazie all’attivazione di un canale di cooperazione con Europol, l’Agenzia dell’Unione Europea per il contrasto al crimine.

EUROPOL - L’apporto fornito da Europol è stato fondamentale in quanto ha consentito il coinvolgimento della forze di polizia di altri Paesi europei nell’attività di acquisizione delle informazioni e nella ricerca degli indagati. L’operazione, che ha interessato oltre duecento Carabinieri dei gruppi di Roma e Frascati e personale del “Mobile Office di Europol”, è stata condotta oltre che nella Capitale anche nelle città di Reggio Emilia, Siena e Cagliari.

CINQUANTASETTE ARRESTI - Gli esiti della operazione sono stati presentati questa mattina al Comando dei Carabinieri di San Lorenzo in Lucina e portate a termine dai militari dell'Arma del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati e dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Parioli. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere è stata invece emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale Ordinario di Roma, Dottoressa Tiziana Coccoluto, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, Procuratore Aggiunto Maria Monteleone e Sostituti Procuratori Barbara Zuin e Luigi
Fede
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