Furti a donne ed anziani: sgominata 'batteria' di rapinatori, dieci arresti

La gang, composta da cittadini sudamericani, era dedita anche alla ricettazione dei proventi. I fermi dopo mesi di indagini. Diversi i colpi accertati dagli investigatori

Un'indagine articolata che ha portato a sgominare una batteria di rapinatori che aveva nelle sue mire donne ed anziani. A mettere fine all'attività illegale di una gang di cittadini sudamericano, gli investigatori della Squadra Mobile di Roma che da tempo avevano avviato  una mirata attività di indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, nei confronti di alcuni soggetti provenienti dal Centro e dal Sud America che, particolarmente determinati e organizzati in vere e proprie “batterie”, commettevano numerosi reati contro il patrimonio prevalentemente ai danni di anziani e pensionati.

LAVORO DI INTELLIGENCE - Il minuzioso lavoro di intelligence, effettuato tramite l’analisi delle richieste pervenute al “113” della Questura di Roma e lo studio del modus operandi utilizzato in più eventi delittuosi - alcuni dei quali portati a segno anche con modalità cruente - ha fatto focalizzare ulteriormente l’attenzione della Squadra Mobile sul fenomeno criminale che colpisce quasi esclusivamente donne anziane e pensionati.

RISTORANTI ETNICI - Si è osservato, inoltre, che alcuni di essi utilizzavano come punti d’incontro diversi “ristoranti etnici” dislocati in vari luoghi della Capitale, ove probabilmente si incontravano per pianificare le loro attività, scelta sicuramente non casuale, al fine di celare la loro localizzazione (confondendosi con i connazionali incensurati) ed evitare l’eventuale intromissione di soggetti non appartenenti ai loro paesi d’origine.

FALSI DOCUMENTI - Hanno fatto il resto l’utilizzo di documenti d’identità contraffatti con cittadinanze cubane, messicane o guatemalteche, al fine di eludere eventuali verifiche delle Forze dell’Ordine e il ricorso ad autovetture a noleggio, circostanze che hanno permesso di rendere ancora più difficoltosa l’attività di contrasto della Squadra Mobile e più pericolosa la loro azione sul territorio.

MAGGIO 2014 - Ebbene, dai primi di maggio 2014 le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, corroborate dai servizi di pedinamento ed osservazione di alcuni gruppi di cittadini sudamericani hanno portato ai seguenti risultati: Il 9 maggio scorso, sono stati arrestati in flagranza un ecuadoregno 35enne, un peruviano 54enne ed un cubano di 52 anni, individuati in via Aurelia dopo aver effettuato un furto con destrezza presso il mercato rionale di Piazzale Clodio ad una signora settantenne, alla quale era stata sottratta la borsa.

GIUGNO 2014 - Il successivo 21 giugno, all’esito dei servizi specifici di pedinamento ed osservazione, sono stati tratti in arresto tre cileni di 48, 42 e 29 anni. I tre sudamericani venivano individuati in via Tiburtina ed osservati nell’atto di sottrarre con uno stratagemma una borsa griffata, contenente telefoni cellulari, denaro contante e titoli di credito, appartenente ad una donna avventrice di un noto locale della “movida” del quartiere San Lorenzo. Dopo un discreto servizio di pedinamento, effettuato in modo da non generare panico negli altri clienti del locale, i tre erano tempestivamente bloccati e tratti in arresto nel momento in cui, in tre direzioni diverse, stavano guadagnando la fuga.

LUGLIO 2014 - Il 19 luglio 2014, veniva tratto in arresto un italiano originario del napoletano di 30 anni ed una peruviana  di 31. In particolare, verso le ore 22.00, transitando in questa via Garibaldi, l’attenzione degli agenti della Squadra Mobile veniva attirata da un uomo e una donna che, dopo essere discesi da una autovettura Smart, accedevano all’interno dello spazio aperto riservato ad un ristorante della via. La coppia, dopo essere rimasta alcuni minuti all’interno del perimetro del locale, ne usciva frettolosamente e la donna, poi identificata per l’indagata in stato di arresto, veniva osservata dal personale intervenuto in possesso di una borsa che tentava di occultare con un indumento posto sull’avambraccio.

LUNGOTEVERE GIANICOLENSE - L’evenienza descritta insospettiva gli operanti che, dopo avere seguito i predetti - nel frattempo risaliti a bordo dell’autovettura Smart ed allontanatisi in direzione di Lungotevere Gianicolense - li sottoponevano a controllo sorprendendoli in possesso di una borsa appena rovistata e contenente documenti personali di una signora residente nella Capitale, un telefono cellulare marca Apple ed alcuni effetti personali. Contestualmente uno degli equipaggi entrati all’interno del ristorante, appurava l’avvenuto furto della borsa, ai danni di una cliente.

PERQUISIZIONI - La perquisizione del veicolo in uso alla peruviana permetteva di rinvenire e sequestrare una borsa con cellulare,  quattro capi di abbigliamento di marche rinomate ancora muniti di piastre anti-taccheggio, un portafoglio da donna, un porta chiavi ed, infine, un’altra  borsa da donna, tutti oggetti di griffe prestigiose. 

PONTE MILVIO -  Infine, nella tarda serata del 23 luglio scorso, venivano tratti in arresto un argentino di 28 anni ed una coetanea peruviana. Gli stessi venivano individuati in zona Ponte Milvio e notati aggirarsi all’interno delle strade adiacenti quando, raggiunta la vittima prescelta, una signora di 86 anni, le si avvicinavano e con un escamotage una la distraeva facendola scendere dall’autovettura mentre l'altro con velocità e destrezza, sottraeva dall’abitacolo la borsa della malcapitata contenente effetti personali, un telefono cellulare, portafoglio e chiavi dell’abitazione.

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CINQUINA - La successiva perquisizione domiciliare effettuata in zona Cinquina presso l’abitazione di uno dei due permetteva di sequestrare telefoni cellulari, denaro contante pari a 1100 euro numerose borse da donna ritenute provento di pregressi furti e quattro passaporti contraffatti con le effigie dei due arrestati ma con nominativi di fantasia entrambi validi per l’espatrio e rilasciati rispettivamente da due Stati sudamericani. Sono tutt’ora in corso le attività di riscontro del copioso materiale sequestrato ai predetti cittadini sudamericani al fine di individuare le restanti vittime e di restituire gli effetti personali agli aventi diritto.

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