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Venerdì, 30 Settembre 2022
Cronaca

Funerali Gianfranco D'Angelo: da Greggio alla Rinaldi, in tanti per l'ultimo saluto

Amici e colleghi hanno salutato per l'ultima volta Gianfranco D'Angelo durante i funerali che si sono celebrati alla Chiesa degli Artisti, ovvero la Basilica di Santa Maria in Montesanto in Piazza del Popolo a Roma

Da Ezio Greggio a Nadia Rinaldi. Poi Benedicta Boccoli e Pier Francesco Pingitore. Amici e colleghi hanno salutato per l'ultima volta Gianfranco D'Angelo, morto nella notte fra il 14 e il 15 agosto al Policlinico Gemelli di Roma dopo una breve malattia. Durante i funerali che si sono celebrati ieri alla Chiesa degli Artisti, ovvero la Basilica di Santa Maria in Montesanto in Piazza del Popolo, in tanti hanno voluto ricordare l'attore comico che proprio nella Capitale aveva mosso i primi passi della sua carriera

Alla cerimonia erano presenti la moglie Anna Maria e le figlie Daniela e Simona, entrambe attrici e doppiatrici. Avevano lavorato insieme in numerose occasioni, tra queste la più recente: Locanda D'Angelo, una sit comedy a tema cucina in onda su Alice Tv nella stagione 2009/2010.

Poi, tra gli altri, erano presenti anche Pino Ammendola, Stefano Masciarelli e Clemente Mimun. Non poteva mancare l'amico di sempre e collega di gag in Drive-In (e non solo), Ezio Greggio.

L'addio di Ezio Greggio a Gianfranco D'Angelo

Proprio suo, un toccante messaggio scritto sul profilo Instagram: "Ho un nodo in gola da qualche giorno, mi fa parlare poco. Ma una storia la racconto qui. Finimmo una serata insieme e rientrammo in un piccolo Hotel in Liguria. Parlavamo a voce alta. Il portiere, una peppia molto formale ci stoppò “Scusate signori Greggio e D’Angelo ma dovreste fare silenzio perché si sente la voce fino all’ultimo piano son le 4 del mattino”. In effetti la hall si affacciava su una specie di anfiteatro e la voce echeggiava fin su in alto. Non ce l’avesse mai detto, un’occhiata, un bisbiglio e concertammo il da fare. Gianfranco chiese la chiave ma nel chiederla finse un attacco irrefrenabile di tosse “ Mi da la chiave numero … “ e giù a tossire sempre più forte. Il portiere era disperato “Piano tossisca piano!”. Piano? Gianfranco si buttò per terra continuando a latrare finta tosse verso le stanze in alto. I clienti dell’hotel si svegliarono e uscirono dalle camere affacciandosi dalle balconate. Videro Gianfranco coricato atterra che tossiva come un indemoniato ed io che fingevo un massaggio cardiaco. Urlai al portiere “ Invece di chiederci di non far rumore vada a prendere un bicchier d’acqua! Non vede che il mio collega sta morendo!”. Il portiere tornò in un batti baleno e Gianfranco dopo un sorso d’acqua smise di tossire, abbracciò il portiere dicendogli” grazie grazie lei mi ha salvato la vita”. Io rivolto ai clienti tutti affacciati alle balconate mi scusai. Rientrarono nelle loro camere. Il portiere era tutto sudato e terrorizzato. A quel punto gli dissi “ Grazie lei è un eroe. Per favore mi da la chiave numero… “ cominciai a tossicchiare io…poi più forte.. e il portiere “Sor Greggio per favore nooo”. Mi buttai atterra io a tossire come un leone, i clienti si riaffacciarono e vedendo stavolta me in preda alle convulsioni cominciarono a ridere ed applaudire. Come a teatro prendemmo in mezzo il portiere e mano nella mano ci inchinammo a salutare il pubblico. Ciao Frankie mi mancherai".

Tre giorni prima di morire D'Angelo e Greggio si erano scritti alcuni messaggi. D'Angelo stava male, Greggio era preoccupato. Si conoscevano dal 1978, si erano incontrati la prima volta per la trasmissione Rai La Sberla ed erano diventati amici.

La Roma nel cuore di D'Angelo

Era nato nel 1936 all'Esquilino, Piazza Vittorio era la sua casa. Un'infanzia passata a piazza Dante, Colle Oppio, passata per la Tuscolana, ogni volta diverse case, dal Quadraro a piazza san Giovanni Bosco, fino alla sistemazione definitiva nei pressi del Parco degli Acquedotti, all'Appio Claudio, dove andava a fare jogging. Anche la carriera è nata fra i vicoli di Roma.

Ma chi era davvero Gianfranco D'Angelo? Aveva esordito in teatro come attore nel 1963 con I Teleselettivi, al Teatro delle Arti di Roma. Per diverso tempo aveva continuato a mantenere il posto presso la società telefonica, di giorno vestiva i panni dell'impiegato giacca e cravatta, di sera quelli del comico.

La carriera aveva preso forma con gli spettacoli scritti da Maurizio Costanzo al Cordino, teatro che aveva costituito insieme ad alcuni amici nel cuore di Trastevere. Nel 1968 Lando Fiorini lo porta al Puff fino al 1970, quando Garinei e Giovannini lo scelgono per il ruolo dell'Arcivescovo tedesco in Alleluja brava gente con Renato Rascel e Gigi Proietti. Quindi l'incontro con Ezio Greggio e Antonio Ricci. Infine il teatro romano Il Bagaglino e gli anni passati a lavorare con Gabriella Ferri, Oreste Lionello, Enrico Montesano, Pippo Franco. Gianfranco D'Angelo avrebbe festeggiato 85 anni il 19 agosto.

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