Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza del Popolo

Roma si prepara a dare l'addio a Franco Califano: i funerali alla chiesa degli Artisti

In migliaia per omaggiare la salma del 'maestro' alla camera ardente allestita in Campidoglio. I sette concerti previsti per aprile diventeranno un tributo alla sua memoria

Così tanta gente che la camera ardente allestita nella Sala della Promoteca in Campidoglio è stata chiusa al pubblico un'ora dopo la prevista chiusura, permettendo ai familiari, agli amici e alle sue migliaia di fans di dargli l'ultimo saluto. Roma si prepare a dare l'addio al maestro Franco Califano, venuto a mancare il 30 marzo nella sua abitazione di Acilia per un arresto cardiaco. Un ultimo saluto commosso in attesa dei funerali che si terranno oggi alla chiesa degli Artisti di piazza del Popolo.

Si pensa già a come ricordarlo il Califfo. Tanto per cominciare i sette concerti che aveva in programma per aprile "non sono stati annullati dai teatri, ma diventeranno dei tributi in sua memoria". A renderlo noto è Alberto Laurenti, chitarrista e collaboratore artistico del Califfo. "Dei sette concerti - ricorda - due si svolgeranno a Roma, ai Parchi della Colombo e al Dubai Palace, gli altri a Cassino, Porto Recanati e San Benedetto del Tronto. Mi sono davvero commosso quando tutte le date sono state confermate. Questo vuol dire che tutti amano Franco". E poi ci sono le storie, i racconti, gli aneddoti di amici, conoscenti, colleghi, compagni di palco.

Vanessa Seffer dall'88 al '92 condivise la vita con Franco Califano e da allora sono rimasti amici. ''Per me scrisse, tra le tante, 'Bimba Mia' - racconta - perché all'epoca io avevo 18 anni e mezzo e lui ne aveva 32 più di me. Mi dicono i suoi amici che sono stata l'ultima donna importante di Franco". E intorno a lei nella camera ardente molti amici del cantautore lo confermano.

 

"Franco è un patrimonio di tutte le età e di tutti i ceti sociali - aggiunge - lo hanno sempre amato gli ambienti più disparati. Oggi qui sono venuti personaggi famosi dello spettacolo, dello sport e tanta gente comune perché lui era amato da tutti". "Io ho sempre amato molto cucinare - sottolinea - e Franco ha sempre incontrato i suoi amici intorno alla tavola. Di episodi da raccontare ne ho centinaia, come quando andammo a vivere a Fregene o Boccea. Uno dei più simpatici riguarda Vittorio Gassman, che una sera a cena chiese a Franco di scrivere qualcosa per lui perché era stanco dei testi tradizionali. Franco, che era anche uno sceneggiatore, lo fece e io andai a casa di Gassman a portare il manoscritto. Lui lo apprezzò molto ma non se ne fece nulla".

Due foto da mettere accanto alla bara di Franco Califano sono state mandate dalla moglie dell'ex calciatore dell'Inter, Evaristo Beccalossi. A portarle sono state alcune ragazze del fan club dell'Inter. In una foto c'é l'immagine di calciatori dell'Inter che nel 2010 a Dubai innalzano la Coppa del Mondo a Squadre. Sotto la foto c'é scritto "ciao Franco simboli di noi interisti romani". L'altra immagine è stata scattata parecchi anni fa e riprende Franco Califano insieme a Beccalossi e sua moglie.

Siamo cresciuti insieme, ho avuto la fortuna di frequentare Franco per 35 anni". A dirlo è l'ex calciatore della Lazio, Bruno Giordano. "Ci vedevamo a Roma ma anche al mare - aggiunge - e a casa mia ha scritto la canzone sul tifoso giallorosso". Alla camera ardente è venuto anche uno dei suoi imitatori, Gianfranco Butinar. "La cosa più grande di Franco - ha detto - é che ha accettato di essere imitato da tutti, anche da quelli che lo prendevano in giro". Due parole anche dal medico che lo aveva in cura.

Franco Califano "non era un malato terminale, è morto per un arresto cardiaco e oltretutto stavamo organizzando un viaggio per andare in Polinesia". A sostenerlo é Alberto Armellini, il suo medico personale, che è nella camera ardente in Campidoglio con i parenti del cantautore. "Insieme a mio fratello, sono stato per anni il suo medico personale - dice - non è vero che Franco è morto per una lunga malattia. Sabato sera doveva venire a cena a casa mia perché mia moglie gli aveva preparato una cena greca. Poi con tutti gli altri amici, circa una quindicina, stavamo progettando un viaggio in Polinesia. Lo avremmo fatto non appena avrebbe terminato le sue serate". "Franco, inoltre - conclude - non è vero che è morto di stenti, non è vero che aveva problemi economici".

"Mi aspettavo tutta questa gente perché Roma ha sempre amato molto Franco". Lo ha detto la deputata del Pdl ed ex presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che nel pomeriggio è andata alla camera ardente di Franco Califano nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. "Negli ultimi anni siamo andati spesso a fare spettacolo nelle carceri - ha ricordato - ed era sempre una festa perché tutti gli volevano bene e poi, scherzando, mi faceva sempre un sacco di complimenti".

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