Cronaca

Funerali Casamonica, continuano le polemiche: pronta la relazione di Gabrielli ad Alfano

Da chiarire chi sapeva e chi non ha vietato la cerimonia. Non escluso che salti qualche testa. Lunedì intanto convocato per lunedì un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica

La relazione che il ministro degli Interni Angelino Alfano ha chiesto al Prefetto Franco Gabrielli è pronta ed è stata consegnata sul tavolo del Viminale. Si è chiusa in tempi rapidissimi l'indagine ordinata all'ex capo della Protezione civile dopo i funerali di Vittorio Casamonica. Al momento l'unico a pagare per lo show che ha fatto il giro del mondo, è il solo pilota dell'elicottero da cui sono stati gettati petali di rosa. A lui è stata ritirata la licenza di volo. Tanti, però, sono i punti oscuri da chiarire a partire da chi sapeva del corteo. 

GABRIELLI - "Stiamo svolgendo approfondimenti in tutte le direzioni" - aveva detto ieri il Prefetto a Famiglia Cristiana-  "per cercare di capire perché alcuni uffici delle forze dell'ordine  -  che di sicuro sapevano  -  non hanno comunicato niente, chi ha informato i vigili urbani, chi ha allertato l'Ama e chi pagherà per il servizio da questa svolto. Questi approfondimenti avranno sicuramente delle ricadute importanti. E' necessario dare delle risposte perché fatti di questo genere non si abbiano a ripetere". "Comunque la si metta" dice infatti Gabrielli "quello che è successo giovedì è un fatto grave. Un episodio che ha posto di nuovo al pubblico ludibrio l’intera città di Roma (rimbalzando anche sui siti di tutto il mondo, ndr)". 

POLIZIA - La Polizia la sera di giovedì 20 ha inviato un comunicato con cui ha spiegato l'accaduto secondo il proprio punto di vista. "Il defunto, morto nelle prime ore del 19 agosto u.s., dopo una malattia di circa un anno, risulta ai margini degli ambienti criminali, come confermato dalle recenti attività investigative nel corso delle quali lo stesso non è mai emerso. Il primo intervento effettuato sul posto risulta essere alle ore 11.00 circa di questa mattina per motivi di viabilità. Per quanto concerne il sorvolo ed il lancio di petali nell’area, sono in atto accertamenti con l’ENAC. Allo stato, tuttavia, risulta noleggiato un velivolo commerciale di una società privata in via di individuazione che, per ordinarie modalità di sorvolo in un area non interessata a restrizioni di sicurezza, non necessita di autorizzazioni". Venerdì Enac ha poi svelato che quelle autorizzazioni erano invece necessarie e che quell'elicottero non le aveva, motivo per cui è stata sospesa la licenza all'elicotterista. 

VIGILI URBANI - La polemica ha travolto anche la Polizia Locale. Pesanti le immagini degli agenti lungo il corteo funebre. E' stato il Comandante Clemente a spiegare quanto accaduto: "Alle 10.00 il gruppo Tuscolano ha ricevuto la comunicazione di un grande ingorgo sulla via Tuscolana, fuori dal raccordo anulare ma in direzione centro città. A quel punto la sala operativa ha inviato una pattuglia per verificare le ragioni del blocco della circolazione. Gli agenti intervenuti hanno scoperto, in quel momento, che l’intralcio era dovuto alla presenza di un corteo funebre costituito da un carro con cavalli, nove furgoni con corone di fiori e almeno 250 auto. Tutte al seguito del carro. Ciò avveniva all’altezza dello svincolo tra la via Tuscolana e il raccordo anulare. Per impedire che il blocco del traffico si estendesse anche al raccordo, i vigili hanno fatto accostare il corteo e regolato il tratto di carreggiata per far defluire la circolazione che nel frattempo si era intasata alle spalle della processione. Lo stesso corteo è stato quindi allontanato dalla via Tuscolana per evitare che si creassero ulteriori disagi in una zona della città densamente abitata e trafficata, facendolo transitare per piazza Quinto Curzio. Contemporaneamente, sono intervenute altre tre pattuglie in piazza don Bosco per impedire che le numerose auto che nel frattempo erano già convenute per la cerimonia funebre, bloccassero la circolazione e le linee di trasporto pubblico. Pertanto, l’attività della Polizia Locale di Roma Capitale nella vicenda del funerale di Vittorio Casamonica si è limitata alla sola garanzia della sicurezza della circolazione. In questo frangente, insieme ad AMA, gli agenti si sono preoccupati di sollecitare la pulizia della sede stradale ingombrata dai fiori lanciati dai partecipanti al corteo, che potevano mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini, specie di quanti si muovono sulle due ruote".

CARABINIERI - Anche i carabinieri sono finiti nel vortice. Le tenenze di Ciampino e Tor Vergata infatti sapevano dei funerali anche perché sono stati loro a ricevere dagli avvocati dei Casamonica i permessi, firmati dal giudice, per poter uscire dai domiciliari. Una misura comune e assolutamente normale in questi casi per qualsiasi detenuto, ma che data la portata del caso ha assunto le sembianze di un vero e proprio caso. 

Il prefetto di Roma Franco Gabrielli intanto ha convocato per lunedì un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Secondo quanto si apprende, durante il comitato si parlerà della relazione del prefetto. 

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