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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

Funerale con bandiera nazista, il Vicariato di Roma: "È inaccettabile". Anche la famiglia di 'Tungsy' prende le distanze

La famiglia: "Alessia non avrebbe condiviso né apprezzato quel gesto. Non avremmo mai permesso né autorizzato quanto poi è successo"

La famiglia e gli amici di Alessia Augello, morta a Roma il 7 gennaio scorso, "prendono le distanze e si dissociano da quello che è accaduto all'esterno della chiesa di Santa Lucia dopo i funerali". Lo scrive su Facebook Stefania Vesica, la zia, dopo le polemiche sulla bandiera nazista appoggiata da alcune persone sulla bara della giovane donna conosciuta come ''Tungsy', al termine dei funerali.

"Siamo addolorati per la perdita della nostra amata Alessia. Ci dissociamo totalmente dai fatti che si sono svolti all'esterno della Chiesa, dei quali non eravamo a conoscenza e che nemmeno Alessia stessa avrebbe in nessun modo condiviso né apprezzato. Non avremmo mai permesso né autorizzato quanto poi è successo. Chiediamo ai giornalisti e a tutti quanti, vista la gravità della nostra perdita di rispettare il nostro dolore e il nome di Alessia Augello", il messaggio della famiglia.

Sull'episodio, nel frattempo, la Digos ha avviato delle indagini. Alcune decine di militanti di estrema destra, appartenenti ad alcuni movimenti, sarebbero già stati identificati dalla polizia nel corso delle prime investigazioni. Gli accertamenti sono tuttora in corso per rintracciare gli organizzatori dell'iniziativa a margine della cerimonia funebre e anche chi ha posato la bandiera del Terzo Reich. Il video di quanto accaduto fuori dalla chiesa, diventato virale sul web, pubblicato sul giornale online Open, sarebbe già stato acquisito.

In una nota il Vicariato di Roma ha condannato l'iniziativa perché, si legge, "deplora con fermezza quanto accaduto ieri, alla totale insaputa del parroco don Alessandro Zenobbi e di tutto il clero parrocchiale, al termine della celebrazione di un funerale", quando sulla bara è stata messa una bandiera con la svastica nazista, "simbolo orrendo inconciliabile con il cristianesimo".

Secondo la ricostruzione della diocesi di Roma "è stato celebrato un rito delle esequie. Ala fine, all'esterno della chiesa parrocchiale, un gruppo di persone ha coperto la bara con una bandiera con la svastica nazista – simbolo orrendo inconciliabile con il cristianesimo – e intonato grida e compiuto gesti riconducibili a tale ideologia estremista. La strumentalizzazione ideologica e violenta, ancor più quella che segue un atto di culto e in prossimità di un luogo sacro, per la comunità ecclesiale di Roma e per tutti gli uomini di buona volontà della nostra città rimane grave, offensivo e inaccettabile.

"Quanto si è verificato all’esterno della chiesa - scrive don Zenobbi - è avvenuto senza nessuna autorizzazione né del parroco né del sacerdote celebrante, entrambi all’oscuro di quanto stava per accadere. A tale proposito intendiamo esprimere la nostra profonda tristezza, delusione e disappunto per quanto si è verificato prendendo le distanze da ogni parola, gesto e simbolo utilizzati all’esterno della chiesa, riconducibili a ideologie estremiste lontane dal messaggio del Vangelo di Cristo".

La vicenda è diventata anche un caso politico. In una nota le consigliere e i consiglieri del Partito democratico in Campidoglio, attaccano: "Esprimiamo fortissimo sdegno per quanto accaduto, all'insaputa del parroco. Non è ammissibile l'esposizione di simboli che inneggiano al fascismo e al nazismo ancora oggi. Tra pochi giorni si celebrerà la Giornata della memoria, che può essere tale soltanto attraverso una riflessione collettiva in grado di responsabilizzare ogni cittadino affinché episodi come questo non si ripetano più. Non possiamo restare indifferenti come rappresentanti delle Istituzioni e lavoreremo per educare alla conoscenza e al rispetto dei principi costituzionali a partire dalle giovani e giovanissime generazioni, promuovendo uno studio consapevole della storia recente e la 'memoria attiva' e vigilando costantemente su atti vandalici e offensivi della memoria. Dobbiamo sempre tenere alta l'attenzione su questi fenomeni e su qualsiasi atto che ricordi il nazismo. L'esercizio della libertà della nostra società parte dal contrasto a questi fenomeni". 

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