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"Di stazione in stazione. Buon viaggio Peppone": l'ultimo saluto a Giuseppe De Vivo

I funerali dello storico tifoso della Curva Sud si sono celebrati alla Basilica di San Giovanni Bosco. Romanisti e laziali rendono omaggio ad uno dei fondatori del Cucs

"Non sarai mai solo!". Così le circa 1000 mille persone che gremivano il sagrato della Basilica di San Giovanni Bosco hanno salutato per l'ultima volta Giuseppe 'Peppone' De Vivo, lo storico tifoso della Curva Sud della Roma venuto a mancare per un male incurabile lo scorso 4 agosto. Laziali, romanisti e la gente del popoloso quartiere del Municipio Tuscolano si sono infatti stretti attorno al figlio Iacopo ed alla moglie Fiorella per far sentire la loro vicinanza alla famiglia di uno degli storici fondatori ed animatori del Commando Ultrà Curva Sud (Cucs) il gruppo della Roma che dal 1977 al 1999 ha dato lezioni di tifo in tutti gli stadi d'Italiad'Europa. Fuori ad attenderlo due grandi striscioni firmati Curva Sud: "Di stazione in stazione buon viaggio Peppone" e "E' soltanto un'altra trasferta, solamente più lontana. Buon viaggio Peppone"

LAZIALI E ROMANISTI - Prima dell'arrivo dell'auto con la salma di Giuseppe De Vivo il sagrato del Don Bosco era già gremito, a seguire il carro funebre un bus 'Cecchetti' con dentro amici e tifosi. Diverse le 'pezze' esposte davanti la basilica: Boys, Padroni di Casa, Tradizione Distinzione, XXI Aprile 753 Gruppo Dino Viola, Royalist, Ponte Mammolo, ArditiLa Vecchia Guardia, RV, Orgoglio Capitolino e lo storico striscione del Cucs da trasferta Ultrà Roma, tra le 'pezze' anche quella degli Irriducibli Lazio che hanno reso omaggio all'amico-nemico di mille battaglie. 

CHIESA GREMITA - Gremita anche l'interno della basilica, con centinaia di persone costrette ad attendere fuori sotto al sole cocente di un caldo pomeriggio di agosto. Commozione alle parole del figlio Iacopo che dall'altare ha voluto salutare il padre per l'ultima volta. "Ti amo, già mi manchi". 

CORI PER SALUTARE PEPPONE - Poi l'uscita dalla chiesa accompagnata da lacrime ed applausi e da diversi cori: "Voglia di stringersi un pò Curva Sud Roma vecchie maniere...", "Maciniamo chilometri, superiamo gli ostacoli, con la Roma in fondo al cuor", "Gli Ultras della Roma siamo noi, quelli che combattono per voi...", ma anche l'inno di Campo Testaccio ed altri cori quali "Peppone uno di Noi" e "Non sarai mai solo". Sino all'inno con il quale il gruppo dei Fedayn apre le partite della Roma all'Olimpico dal lontano 1972: "E' quanno more un prete, sonano le campane, piangono le puttane e i loro protettori. Ma quanno moro io, non vojo Gesù Cristi, ma solo gagliardetti dei Fedayn Teppisti". 

I FEDAYN AL QUADRARO - Tra i fondatori dei Fedayn presso il Podere Quadraro ad inizio anni 70, Peppone ha trascorso la propria giovinezza in via Flavio Stilicone. E proprio nella storica via di Don Bosco il dolore è più forte. Tanti gli amici colpiti dalla sua morte e che si sono stretti in un unico e sentito abbraccio alla moglie e al figlio ventenne. Ciao Peppone, fai buon viaggio. 

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