Funerale Alitalia: i dipendenti portano la bara in spalla
Un corteo funebre ha raggiunto la sede della Regione da Fiumicino. La Cub trasporti: “Il core business della nuova Alitalia non sono i passeggeri, ma il danno sociale: stiamo qui a testimoniare diecimila licenziati e discriminazioni”
In pratica si è trattato di un vero e proprio "corteo funebre" dall'aeroporto di Fiumicino alla Regione per dare l'addio alla "vecchia Alitalia" e insieme per protestare contro le "discriminazioni della nuova".
Un corteo di irriducibili ha portato in spalla la bara con di fianco un modellino d'aereo e un pugnale conficcato all'interno. Il tutto con le date 5 maggio 1947 e 12 gennaio 2009 ed una citazione dal 5 maggio di Alessandro Manzoni.
Polemico il sindacato Cub trasporti: “Il core business della nuova Alitalia non sono i passeggeri, ma il danno sociale: stiamo qui a testimoniare diecimila licenziati e discriminazioni. Oggi noi celebriamo il funerale e portiamo i resti di un'azienda che era orgoglio e vanto dell'Italia e che da domani non ci sarà più”.
La manifestazione era contro le discriminazioni effettuate dalla "nuova" Alitalia "che ha escluso, tra l'altro, dalle assunzioni gran parte del personale in 104, moltissime donne in maternità e o madri in nuclei familiari monogenitoriali, il personale con elevata anzianità e senza i requisiti per la pensione, le lavoratrici ed i lavoratori con carichi familiari.
“A ciò si accompagna”, denuncia il Cub, “un massivo sfruttamento di lavoratori interinali sia negli aeroporti che in numerose altre attività della compagnia”.