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Cronaca

I due fratelli che raggirano anziani con la truffa del finto tecnico, 21 i colpi messi a segno

Le indagini della polizia hanno permesso di appurare i furti messi a segno dai due nell'arco di un anno e mezzo

Dal finto tecnico dei termosifoni a quello del gas, passando per il dipendente Acea ed il delegato dell'amministratore di condominio. Hanno un nome ed un volto i due finti tecnici che in un anno e mezzo hanno truffato decine di anziani in tutta la Capitale da San Giovanni a Monteverde. A mettere fine al lavoro di due fratelli di origine sinti di 53 e 41 anni, con la complicità del figlio del maggiore dei due (un 21enne), sono stati gli investigatori di polizia che li hanno arrestati in quanto responsabili di 21 furti di abitazioni in casa di anziani.

Le attività di indagine degli agenti del distretto San Giovanni, hanno consentito di accertare il modus operandi dei due che, dopo aver agganciato l’anziana vittima in una pubblica via - generalmente nei pressi della sua abitazione -  fingendo di essere tecnici inviati per il controllo delle condutture dell’acqua o del riscaldamento, riuscivano a carpire la sua fiducia entrando nell’abitazione. Una volta all’interno, dopo aver asserito di dover mettere dell'acido corrosivo nei tubi o nei termosifoni, convicevano la vittima di turno a riporre tutti i monili in oro e il denaro in una borsa da riporre nel frigorifero o nei pressi della porta d’accesso “per proteggerli da possibili danneggiamenti conseguenti ad eventuali esplosioni”.  A quel punto, mentre l’anziano veniva distratto dal primo soggetto, una seconda persona, in contatto con il complice a mezzo di auricolare, furtivamente entrava in casa rubando quanto riposto nella borsa per poi fuggire.

Tre gli elementi che li hanno inchiodati: uno strano accento, le immagini di videosorveglianza della zona e due auto, una Fiat Bravo multijet di colore grigio ed una Fiat Punto, immortalate nei pressi degli appartamenti dove i due fratelli avevano appena truffato l'anziano o l'anziana di turno. 

21 truffe in un anno e mezzo 

Ventuno i colpi accertati dagli inquirenti: il 20 dicembre 2019 in via Clelia, a Furio Camillo dove i due riuscirono a sparire con 70mila euro in contanti. A distanza di un anno la coppia è quindi tornata in azione, mettendo a segno una serie di truffe in serie. Il 9 settembre 2020 in via Ivrea, all'Alberone, il 23 dello stesso mese in viale Somalia (al Quartiere Africano). Ed ancora il 19 aprile del 2021 sempre nel quartiere del II municipio, il 23 aprile in via Galazia ancora all'Appio Latino. Il 7 maggio 2021 in un'abitazione di via Acqua Donzella (a Colli Albani). Talmente bravi da riuscire a rubare oro e gioielli in due distini appartamenti in piazza Irneio (zona Cornelia) e via San Nemesio a San Paolo lo stesso giorno, il 17 maggio 2021. Il giorno dopo ad essere raggirato fu un anziano residente in via Sagesta (ancora all'Appio Latino). Ed ancora il 16 giugno 2021 in via Lilio a Vigna Murata, stesso giorno in cui truffarono un'altra anziana in via Lattanzio, nella zona della Balduina, sparendo con oro e gioielli. Il giorno dopo - 17 giugno 2021 - a cadere nella trappola dei due fratelli sinti con la truffa del tecnico del gas fu un'anziana in via Santa Maria Ausiliatrice, nella zona dell'Appio Tuscolano. 

Otto truffe in tre settimane 

Una lunga serie di truffe quelle accertate dagli investigatori riprese in gran numero nel mese di luglio quando la diabolica coppia riuscì a raggirare 8 anziani in appena tre settimane: il 7 in via Elea (Porta Metronia), l'8 in via Casella al Quartiere Africano, il 14 in via Monte Bianco - zona Tufello-Montesacro -, il giorno dopo (il 15) in viale Libia (ancora al Quartiere Africano), il 16 in via Cerquetti a Monteverde, il 19 in via Giacomo Trevis al Quadraro. E poi il 20 luglio in piazza San Giovanni di Dio (ancora a Monteverde) ed infine il 28 luglio in via Bartolomeo Palatina (all'Appio Latino). 

Quattro sinti di origini piemontesi 

Un vero e proprio spauracchio per i nonni e le nonne della Capitale con gli investigatori che attraverso la consultazione quotidiana dei sistemi informativi in uso alle forze di polizia, l’ascolto delle note radio diramate dalla sala operativa, l’acquisizione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, i servizi di osservazione e pedinamento, le individuazioni fotografiche, sono riusciti ad  identificare 4 soggetti sinti piemontesi, tra loro consanguinei o legati da vincoli di parentela, che hanno agito sistematicamente all’interno di un gruppo associato, finemente organizzato e strutturato, nel quale ognuno aveva un ruolo ben preciso.

Malgrado risultassero residenti nella provincia di Torino, di fatto i due abitavano ad Aprilia, un comune della provincia di Latina e utilizzavano due autovetture diverse per commettere i furti.

Sorpresi dalla polizia all'Appio Latino 

Proprio il 28 luglio del 2021, all'Appio Latino, personale del distretto San Giovanni, constatata la presenza di una delle due auto, regolarmente parcheggiate con all’interno 2 individui, li hanno identificati. Nel frattempo gli agenti notarono altri 2 uomini uscire di corsa da un palazzo: il primo il 53enne venne bloccato mentre l’altro, il 41enne riuscì a darsi alla fuga perdendo sul posto il proprio documento di identità. Subito dopo si accertò che i due avevano tentato un furto in una abitazione nei confronti di una persona anziana con la tecnica dei “falsi tecnici” che però non andò a buon fine grazie alla reazione della vittima.

Gli arresti 

A quel punto 3 dei componenti del gruppo vennero arrestati e, durante la perquisizione delegata dall’autorità giudiziaria, venne rintracciato e denunciato anche il quarto uomo, il 41enne che era riuscito a scappare. Nella circostanza, vennnero rinvenuti numerosi oggetti di provenienza furtiva oltre a strumenti tecnici utilizzati per la commissione dei reati, tra cui un liquido blu che i due cospargevano a terra all’atto del furto per mostrare alla vittima il colore anomalo dell’acqua contenuta nelle tubazioni.

All’esito delle indagini è stata richiesta idonea misura cautelare nei confronti del 53enne e del 41enne, che, come accertato, con la loro condotta ripetuta e sistematica sceglievano le vittime tra i soggetti più deboli ed indifesi, accuratamente selezionate, poiché sole. 

Sono quindi stati gli agenti della polizia di stato del VII distretto San Giovanni, in collaborazione con la squadra mobile di Torino, a seguito di approfondite e tempestive indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Roma, a procedere all’esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare nei confronti dei due uomini - in carcere per il primo e agli arresti domiciliari per il secondo -, emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Roma. I due soggetti rispettivamente di 53 e 41 anni, sono infatti entrambi gravemente indiziati di aver commesso almeno 21 furti nelle abitazioni di persone anziane.

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