Franco Panzironi, l'ex ad dell'Ama scelto da Gianni Alemanno

Fra i 37 arrestati dell'operazione Mezzo Mondo c'è anche lui. L'ex amministratore delegato della municipalizzata dei rifiuti, già a processo per l'affaire Parentopoli

"Democristiano e onorato di esserlo. Stima infinita per Andreotti e Fanfani". L'ha sempre rivendicata con orgoglio la sua provenienza politica, che però non gli ha impedito di andare a braccetto con chi invece vanta ben altre radici. Da esperto di razze equine, a imperatore dei rifiuti, Franco Panzironi, dirigente dell'era Alemanno, è entrato a pieno titolo negli affari capitolini con la salita in Campidoglio dell'ex sindaco di destra, ma già anni prima il 'sodalizio' tra i due muoveva i primi passi. 

Tra il 2002 e il 2007, l'ex Dc ha occupato la scrivania di segretario generale dell'Unire, l'istituto dell'Unione Nazionale Incremento Razze Equine, assegnata da Alemanno allora ministro dell'Agricoltura del Berlusconi II. Negli stessi anni è segretario generale anche di Nuova Italia, la fondazione dell'ex sindaco di Roma per il quale ha curato i rapporti con i suoi sostenitori. Così, dal primo giorno di insediamento a Palazzo Senatorio, arriva la prima nomina, che non stupisce. Panzironi diventa amministratore delegato dell'Ama, la municipalizzata dei rifiuti capitolina. 

Nel 2011 finisce nel registro degli indagati per l'affaire Parentopoli, un anno dopo viene rinviato a giudizio. Il procedimento, che vede imputate altre sette persone, riguarda circa 841 assunzioni sospette nei ranghi della municipalizzata dei rifiuti avvenute tra il 2008 e il 2009, che nella maggioranza dei casi hanno riguardato soggetti privi delle specializzazioni richieste o del titolo di studio idoneo per l'incarico.

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Panzironi è accusato di falso, abuso d'ufficio e violazione della legge Biagi. Con l'iscrizione nel registro degli indagati lascia l'incarico in via Calderon de la Barca, ma gli resta la presidenza di Roma Multiservizi, società di proprietà per il 51% di Ama e per il restante 49 di Manutencoop Facility Management e La Veneta Servizi. Nomina che fece infuriare al tempo il centrosinistra e che infatti finì nella lista 'nera' del sindaco Marino, che ne ha chiesto la testa appena arrivato. A ottobre del 2013 il manager lascia l'incarico. Nessuna sorpresa dunque, le porte alle sue dimissioni erano più che spalancate.

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