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Polizia: Francesco Rattà nuovo capo della Squadra Mobile. Il Questore: "Investigatore di razza"

Il nuovo dirigente presentato alla stampa. Fra le priorità il contrasto alla criminalità organizzata e diffusa

"Un investigatore di razza selezionato per le sue qualità" alla guida della Squadra Mobile di Roma. Sono queste le parole usate del Questore della Polizia romana Mario Della Cioppa nel corso della presentazione alla stampa del nuovo dirigente. Rattà, 52 anni, sposato con due figli, proviene dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria. In Polizia dal 1989, di origini calabresi, Rattà insediatosi ufficialmente il 1 settembre, prende il posto di Luigi Silipo promosso alla qualifica di Dirigente superiore e assegnato al Servizio Centrale di Polizia Criminale.

Francesco Rattà nuovo capo della Mobile di Roma 

Una linea dritta e continua che va dalla Calabria alla Capitale come nel caso del suo predecessore Silipo con il quale il dottor Rattà aveva già collaborato sinergicamente ai tempi della loro esperienza nella regione del sud Italia. Una "scuola calabrese", fatta di lezioni pesanti come quelle che la 'Ndragheta impartisce, pare formare i migliori dirigenti che approdano nella più prestigiosa Squadra Mobile d'Italia. "Non un caso - come sostiene l'appena promosso Rattà - piuttosto una scelta puntuale fatta proprio alla luce di una formazione d'eccezione che ha tutti i numeri e la professionalità dei dirigenti della Polizia di Stato. Francesco Rattà, approda a Roma dopo 27 anni di attività investigativa in Calabria, dove ha guidato diverse inchieste contro la 'Ndrangheta. "Sono il terzo dirigente della Squadra Mobile di Roma a provenire dalla Calabria dopo il dottor Cortese e Silipo, non credo sia questo il motivo per cui sono qui. Abbiamo accumulato esperienza lì, altri in Regioni diverse".

Le priorità 

"Mi è stata consegnata una Squadra Mobile strutturata che funziona bene e per questo ringrazio il vice dirigente il dottor Maurilio Grasso. Il mio impegno sarà il contrasto alla criminalità organizzata, ma anche diffusa, predatoria, nel quadro di un disegno di contrasto voluto dal Questore, in sinergia piena con i commissariati", le parole del nuovo capo della Squadra Mobile 

Le priorità del nuovo primo dirigente della Mobile della Questura Capitolina le spiega lo stesso Francesco Rattà: "La nostra attenzione sarà diretta al contrasto non solo delle ramificazioni della 'Ndrangheta ma anche alle mafie autoctone". "Il mio impegno sarà diretto anche al contrasto dei reati predatori, nel quadro di un disegno strategico voluto dal questore di Roma in sinergia con tutte le componenti della Questura", ha aggiunto.

"Grande attenzione, già prima di insediarsi, è stata riservata dal nuovo capo della Squadra Mobile di Roma ai reati predatori. Tanti i rapinatori fermati, e non solo in flagranza di reato, grazie a una attività specifica". Ha invece affermato il Questore di Roma Mario Della Cioppa presentando alla stampa il nuovo dirigente, Francesco Rattà, in sinergia con il procuratore di Roma Michele Prestipino da Reggio Calabria "che già conosce" ha aggiunto il Questore. 

Francesco Rattà capo Squadra Mobile Roma

Contrasto all'usura 

"Se ci fosse il tentativo della criminalità organizzata di mettere le mani sui soldi del recovery faremo di tutto per evitare che neanche un centesimo finisca nelle tasche dei criminali - ha aggiunto il nuovo capo della Squadra Mobile -. Intensificheremo l'azione di contrasto al fenomeno dell'usura ai danni dei commercianti particolarmente colpiti dalle difficoltà economiche in questo periodo di pandemia". 

La criminalità durante la pandemia 

Criminalità mutata nel corso del lockdown, ma che non ha smesso i propri traffici illeciti: "Durante la pandemia che ho vissuto in Calabria sembrava che per il crimine comune tutto fosse fermo, ma in realtà sono aumentati i reati di maltrattamenti in famiglia in quel periodo. Invece la criminalità organizzata non si è mai fermata, pensiamo al traffico di droga che è continuato in pieno lockdown. Anche qui a Roma siamo pronti a intervenire".

Cold Case irrisolti 

"Sui Cold case, i casi irrisolti, siamo pronti ad operare senza limiti e a riaprire qualche caso irrisolto. Eventuali novità verranno valutate nei prossimi giorni", ha concluso Francesco Rattà. 

Chi è Francesco Rattà 

Rattà, 52 anni, viene dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, che dirigeva da sei anni. In passato, prima di guidare la Squadra Mobile di Reggio Calabria, Rattà aveva diretto lo stesso ufficio investigativo della Questura di Catanzaro oltre ad aver ricoperto il ruolo di reggente del commissariato di Gioia Tauro e la sezione investigativa - dal 1999 al 2001 - del commissariato di Siderno.

Lungo il suo curriculum nel corso del quale Francesco Rattà ha diretto numerose indagini contro organizzazioni criminali appartenenti alla ‘ndrangheta calabrese operanti nella Locride, nella Piana di Gioia Tauro, nella città di Reggio Calabria, nelle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, nonché nei confronti di organizzazioni criminali internazionali dedite alla tratta di esseri umani, al narcotraffico internazionale di stupefacenti e al traffico di armi ed esplosivi. 

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