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Francesco Ginese, la Sapienza: "Il rave party non era autorizzato"

L'Università: "Quando la Sapienza ha notizia della preparazione di eventi non autorizzati, ha il dovere di attuare un protocollo che prevede il coordinamento con le autorità competenti e con le forze dell'ordine"

L'iniziativa dello scorso venerdì notte, quella del party costato la vita a Francesco Ginese, è stata organizzata "senza richiedere alcuna autorizzazione". E' quanto precisa l'Università La Sapienza di Roma che spiega di aver "provveduto a inviare una nota informativa alla Polizia, ai Carabinieri, alla Guardia di finanza e alla Asl competente, allertando inoltre il Commissariato interno con il quale vi è una quotidiana proficua collaborazione".

"Il tragico incidente costato la vita a Francesco Ginese - afferma l'ufficio stampa dell'Ateneo - addolora profondamente l'intera comunità universitaria che si stringe alla famiglia e agli amici del giovane. L'Ateneo pone al centro gli studenti, la loro formazione culturale e la loro crescita civile, garantendo per tutti l'agibilità democratica, nel rispetto della legalità, un valore che la Sapienza promuove e sul quale sono impegnati la maggior parte degli stessi studenti. Anche le attività non strettamente didattiche - precisa 'La Sapienza - sono disciplinate; gli studenti possono chiedere di organizzare eventi, che
sono autorizzati e sostenuti nel rispetto di tutte le regole previste per questo tipo di manifestazioni".

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"L'iniziativa dello scorso venerdì notte - evidenzia l'Ateneo - è stata organizzata senza richiedere alcuna autorizzazione. Quando la Sapienza ha notizia della preparazione di eventi non autorizzati, ha il dovere di attuare un protocollo che prevede il coordinamento con le autorità competenti e con le forze dell'ordine. Anche in questo caso - ribadisce - si è provveduto a inviare una nota informativa alla Polizia, ai Carabinieri, alla Guardia di finanza e alla Asl competente, allertando inoltre il Commissariato interno con il quale vi è una quotidiana proficua collaborazione". 

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"Alla Sapienza è presente un servizio di vigilanza e un sistema di videosorveglianza che consente di monitorare costantemente le manifestazioni non autorizzate e di produrre documenti video che vengono, su richiesta, messi a disposizione delle stesse autorità. Quando tali eventi non autorizzati effettivamente si svolgono, l'Ateneo procede a presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Questa prassi, regolarmente adottata negli anni - conclude la nota - ha portato a indagini, all'accertamento di responsabilità e alla persecuzione degli illeciti commessi. Ringraziamo le Autorità che si sono sempre impegnate a tutela dell'Ateneo."
 

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