Cronaca

Gambizzato ex Nar a Tivoli: esclusa pista politica, probabile vendetta personale

Gli investigatori continuano a escludere il movente politico nelle indagini sull'agguato a Francesco Bianco, 51 anni ex Nar, ferito con tre colpi di pistola a Tivoli Terme. La vittima è stata interrogata in ospedale

Il luogo dell'agguato - TmNews Infophoto

Prende sempre più campo la pista della vendetta personale che scalza invece il movente politico. Proseguono le indagini sull'agguato a Francesco Bianco, il 51enne ferito in strada ieri sera con tre colpi di pistola a Tivoli Terme. Il perché? Gli investigatori escludono che i motivi degli spari siano legati a vicende politiche, nonostante Bianco sia noto per il passato vicino al gruppo terroristico di destra dei Nar, i Nuclei armati rivoluzionari. Più probabile invece che si tratti di un episodio legato a fatti personali della vittima, tra l'altro descritta da conoscenti come una persona "rissosa". I due aggressori sono stati ripresi dalla telecamera di un negozio mentre erano a bordo dello scooter con cui si sarebbero avvicinati a Bianco e, se anche le riprese non hanno aiutato granchè a fornire altre risposte, la dinamica sembra ormai certa.



Lunedì 2 gennaio intorno alle 20 e 30, nei pressi del centro termale di Tivoli, Bianco è stato raggiunto davanti a un bar da due persone a bordo di uno scooter. Una di loro lo ha inseguito e ha avuto con lui una colluttazione. Poi la vittima è stata ferita da tre colpi di pistola alle gambe e a un braccio, dopo di che i due sono fuggiti con il loro mezzo. Ieri sera gli investigatori hanno interrogato la vittima che al momento si trova ricoverata in ospedale. Oltre al coinvolgimento nei Nar, Bianco era conosciuto anche per la bufera mediatica che lo ha investito per alcuni insulti al presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici e per la conseguente sospensione dall'azienda Atac. Già, perché il nome di Francesco Bianco è legato anche allo scandalo Parentopoli, particolare che ovviamente ha alimentato non poche polemiche e che il Pd ha definito "inquietante".

"Il cancro dello scandalo Parentopoli del Campidoglio targato Alemanno continuerà a gravare sulla città per decenni. Non solo ha scassato le casse delle aziende, tanto che Alemanno ha aumentato tutte le tariffe e il biglietto dell'autobus e della metro. Il fatto più grave è che, in molti casi, ai vertici delle aziende sono finiti ex terroristi di destra, persone inquietanti, spesso con rapporti con il mondo della criminalità organizzata, come dimostra l'episodio di Tivoli", è quanto dichiarato dal segretario romano Marco Miccoli.
 

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