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Rissa a Fiumicino, la famiglia del 19enne accoltellato: "Niccolò è finito in un agguato"

Proseguono gli accertamenti sull'aggressione avvenuta domenica pomeriggio all'Isola Sacra, ascoltati diversi giovani presenti. Per i familiari, il ragazzo ferito è stato attirato in una trappola

"Siamo tutti scioccati. Niccol è un ragazzo cresciuto in una famiglia dove i valori morali e i sani principi sono alla base del vivere quotidiano": a parlare è Michela Califano, zia di Niccolò, il 19enne di Fiumicino che domenica è stato accoltellato nel corso di una maxi rissa scoppiata all'Isola Sacra, in via Gismondi.

Califano, consigliera regionale del Pd, ha commentato quanto accaduto al nipote all'indomani dall'aggressione, sotto choc per la violenza con cui è stato aggredito, ma anche sollevata per l'esito: colpito alla spalla e al braccio, è stato medicato e suturato con 50 punti, ma la lama avrebbe potuto lacerare un tendine o addirittura colpire un polmone con esiti molto più gravi.

Accoltellamento a Fiumicino, ascoltati diversi testimoni

Le indagini della polizia proseguono rapidamente dopo l'identificazione e la denuncia per rissa aggravata di nove ragazzi, oltre al 18enne che stando ai primi accertamenti avrebbe sferrato le coltellate e che deve rispondere di tentato omicidio, rissa e porto abusivo di strumenti atti ad offendere.

Secondo quanto ricostruito i ragazzi, tutti residenti a Fiumicino, si sarebbero dati appuntamento ai giardini dopo avere iniziato a litigare in una "stanza", una chat privata, su Houseparty, un social network in questo periodo molto utilizzato dai più giovani. Ed è qui che, stando a quanto sostenuto dalla zia e dall'avvocato, Anna Maria Anselmi, Niccolò sarebbe finito in un vero e proprio agguato.

"Prima la richiesta di chiarimento, poi la trappola"

"Un ragazzo, con un profilo 'fake', si è intrufolato 'abusivamente', insultando il gruppo - ha sostenuto Anselmi - Per evitare strascichi e far finire la questione lì Niccolò, forse ingenuamente, ha chiesto un chiarimento, anche per capire se ci fosse un precedente o magari motivazioni particolari che avevano scaturito quella lite verbale così violenta. Giunto al parco è stato intercettato e invitato a un confronto che è avvenuto all'interno di un garage vicino".

"Una volta dentro - prosegue l'avvocato della famiglia del giovane ferito - ad aspettarlo c'erano altre 2 persone. Un agguato tre contro uno. Uno dei tre l'ha subito accoltellato, senza farlo nemmeno parlare e ci si rendesse conto di cosa stava accadendo. Niccolò ha riportato 3 lesioni, 1 alla schiena e due al braccio. Dopo le coltellate sono scappati. Niccolò sanguinante è riuscito a risalire nel parco dove si è accasciato a terra ed è stato soccorso. Ha perso molto sangue".

"Siamo stati fortunati, poteva finire molto peggio"

A riferire ai poliziotti quanto accaduto è stato lo stesso Niccolò, pur dolorante e sotto choc, insieme con altri ragazzi che erano sul posto: i testimoni da ascoltare sono tanti, così come le versioni da controllare, ma la speranza della famiglia, come spiega l'avvocato Anselmi, è che "ci sia un rinvio a giudizio il prima possibile, vista la gravità di quanto accaduto e il rischio corso da Niccolò: siamo stati fortunati, avrebbe potuto finire molto peggio".

"Niccolò mai si sarebbe aspettato di andare a un appuntamento del genere e ritrovarsi difronte a una situazione che avrebbe potuto finire in una vera tragedia - aggiunge la zia - È andato in buona fede, talmente tranquillo che ha indossato una maglia, un pantalone e delle scarpe nuove. In questa vicenda ci poteva essere un ragazzo innocente morto, ma anche un omicida di appena 19 anni che avrebbe distrutto la sua vita e quella di tantissime persone".

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