"Siamo dell'antidroga", finti agenti di polizia violentavano e rapinavano prostitute

Ad incastrare la banda una foto scattata da una vittima durante un colpo fallito in zona Monteverde. La prima violenza con furto consumata ai Colli Portuensi. Tre gli arresti

La foto scattata dalla vittima che ha incastrato la banda di rapinatori

Sono stati incastrati da una foto sfocata scattata da una delle vittime prese di mira. Un fotogramma parziale dal quale gli investigatori di polizia sono riusciti a sgominare un "pericoloso sodalizio di rapinatori di prostitute". Una banda composta da almeno quattro malviventi autori, secondo gli inquirenti, di una rapina con violenza sessuale perpetrata in zona Colli Portuensi e di un tentativo di rapina a Monteverde. Ad aggravare la situazione dei malviventi l'utilizzo di una pistola e le divise indossate per mettere a segno i blitz, quelle della Polizia di Stato. I colpi messi a segno nel pomeriggio tra le 17:00 e le 18:00.  

PRIMA RAPINA - A mettere insieme i pezzi del mosaico gli investigatori del commissariato Monteverde, diretti dal dottor Antonio Roberti, al termine di una minuziosa attività investigativa cominciata il 30 giugno del 2014 quando i quattro finti poliziotti, dopo aver concordato un appuntamento fasullo in un appartamento dove due giovani donne praticavano l'attività di meretricio, misero a segno una rapina con violenza in un'abitazione di via Portuense.

FINTI AGENTI ANTIDROGA  - Secondo quanto raccontato dalle vittime agli investigatori le due giovani romene, di 26 e 28 anni, nel pomeriggio dello scorso fine giugno aprirono la porta ad un uomo che mostrando un finto tesserino delle forze dell'ordine le intimò:" Siamo dei poliziotti dell'antidroga, dateci la droga che avete in casa". Con questa scusa uno dei rapinatori riuscì a prendere alla sprovvista la giovane vittima, favorendo l'arrivo degli altri tre complici,  anche loro spacciatisi per agenti della narcotici, che una volta entrati in casa attuarono i loro intenti criminali.

VIOLENZA E RAPINA - Un preludio ad un pomeriggio da incubo con i quattro finti poliziotti che una volta al sicuro dentro l'appartamento, rivelarono le loro vere intenzioni. In particolare uno dei quattro, colui che aveva bussato alla porta, che poi perpetrò diverse violenze sessuali complete nei confronti di una delle vittime, con la 26enne costretta a subire i rapporti sessuali sotto la minaccia di una pistola alla tempia.

IN FUGA CON LA REFURTIVA - Ad agevolare la violenza sessuale i tre complici dello stupratore, che nel frattempo tenevano sott'occhio l'altra donna presente nell'appartamento schiafeggiandola, minacciandola e strappandole i capelli. Una volta consumato lo stupro, il violentatore fece sparire il condom sporco, al fine di non lasciare tracce biologiche agli investigatori, per poi allontanarsi con gli altri tre rapinatori portandosi via un personal computer, 600 euro in contanti, monete, preziosi e nove telefoni cellulari.

RAPINA SVENTATA - Messo a segno il primo colpo, la finta banda di poliziotti è ritenuta responsabile anche di un tentativo fallito messo in atto il successivo 12 agosto in un'altra abitazione dove si praticava il meretricio in via Rosa Govona, a Monteverde. Qui, in tre invece che in quattro, i finti agenti si sono presentati con il medesimo distintivo di polizia alla porta di una casa con dentro due donne 40enni della Repubblica Dominicana.

IL VIDEO DELL'ARRESTO

CHIUSO DENTRO CASA - Questa volta però il tentativo è stato sventato dall'intuizione di una delle due prostitute che aprì il portoncino al finto agente antidroga. Una volta visti i suoi due complici arrivare con fare sospetto sul pianerottolo la donna riuscì infatti a chiudere la porta, bloccando il primo rapinatore in casa ed evitando agli altri due di aiutarlo nei suoi intenti criminali.

FOTO DAL CELLULARE - Degli attimi concitati nei quali la dominicana invitò il finto agente ad andarsene minacciando di chiamare il 113. Una frase detta prendendo in mano il telefono cellulare con la quale la donna riuscì ad immortalare, seppure in modo sfocato, il rapinatore prima che questo riuscisse ad allontanarsi.

SERVIZI ANTIRAPINA - Le indagini sulle due rapine hanno avuto una svolta il 30 settembre scorso quando gli agenti di polizia del commissariato Monteverde, impegnati in alcuni servizi antirapina agli esercizi commerciali, hanno fermato un 39enne romano, notato a bordo di uno scooter fermarsi più volte nei pressi di banche e farmacie nella zona di Bravetta.

SCOOTER RUBATO - Lo scooter a bordo del quale si trovava il 39enne romano è risultato rubato, sempre in zona Bravetta, e pertanto l’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per ricettazione. Le indagini non si sono con ciò fermate. Grazie all’intuito di un investigatore, il volto di quella persona fermata è stato messo in relazione ad un’altra vicenda già oggetto di indagine.

FOTO SCATTATA A MONTEVERDE - Gli agenti del Commissariato erano infatti sulle tracce di tre persone che il mese prima (agosto 2014) avevano tentato di rapinare le in via Rosa Govoni qualificandosi come appartenenti alle forze dell’ordine. La donna riuscì, come detto, a scattare una foto con il proprio cellulare ad uno dei rapinatori e l’immagine venne quidi acquisita dagli agenti della Polizia di Stato per le indagini.

CONFRONTO CON L'IMMAGINE - Da un primo confronto del volto impresso sulla foto e la fisionomia della persona fermata, gli agenti hanno ritenuto potesse trattarsi della stessa persona. Tale considerazione ha trovato i primi riscontri a seguito dei controlli esperiti mediante la consultazione della banca dati interforze, dai quali è emerso che l’uomo aveva a suo carico numerosi  precedenti di Polizia, tra i quali proprio una rapina in danno di prostitute messa in atto nella zona dei Castelli Romani.

I COMPLICI - Inoltre il 39enne era stato denunciato insieme a due complici,  entrambi romani, di 34 e 33 anni, tutti con precedenti di Polizia, per rispondere di una rapina all’interno di un appartamento in danno di un cittadino straniero. Anche in questa rapina i tre si erano qualificati come appartenenti alle forze dell’ordine, esibendo falsi tesserini.

TELEFONATA A COLLI PORTUENSI - Nel proseguio delle indagini è stata presa in considerazione anche l'altra rapina, sfociata tra l’altro con la violenza sessuale, avvenuta a fine giugno in danno delle due meretrice in 'servizio' via Portuense. In quella circostanza una delle vittime aveva dichiarato di aver ricevuto poco prima dei fatti una telefonata, indicando il numero parziale dell’utenza.  

TRE ARRESTI - Risaliti all’intestatario e mettendo insieme tutti gli elementi raccolti i tre sono stati identificati in tre romani gravitanti nelle zone del Trullo, di Magliana e Primavalle.  Stante quanto sopra è stata richiesta all'Autorità Giudiziaria l’emissione di una misura cautelare in carcere a loro carico, che è stata eseguita dagli agenti del Commissariato Monteverde.

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