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Cronaca

La fiaccolata per Manuel, la mamma: "Non ho odio nel cuore". Oggi Matteo Di Pietro dal gip

Migliaia di persone si sono riunite in strada, dalle 19, per onorare Manuel Proietti, il bimbo di 5 anni ucciso nell'incidente stradale dello scorso 14 giugno

Palloncini, candele, facce tristi e tante lacrime. Ma anche applausi. Casal Palocco è un fiume di emozioni. Migliaia di persone nella serata di domenica (qui il video) si sono riversate in strada per una manifestazione per rendere omaggio alla memoria di Manuel Proietti, il bambino di 5 anni morto nell'incidente stradale dello scorso 14 giugno. Dopo le prime fasi di indagini lo youtuber Matteo Di Pietro è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Una misura cautelare in attesa di altri eventuali sviluppi.

Tutti dietro a uno striscione con scritto "uniti per Manuel. Siamo al Vostro fianco", per stare vicino alla famiglia e dare un segnale, perché "una cosa così non accada mai più", ricordano i cittadini.

"Non ho odio nel cuore"

"Non ho odio nel cuore", è il pensiero della mamma del piccolo Manuel. Parole affidate a don Giovanni Cristofaro, vicario parrocchiale della chiesa di San Timoteo a Casal Palocco, dove ha fatto tappa la fiaccolata: "La morte non ha vinto. - ha detto il parroco - Ho avuto il privilegio di poter accompagnare Elena (la mamma del piccolo Manuel, ndr) in questi giorni e ho visto che la disperazione non è entrata nel suo cuore, perché si è aperta a un amore più grande, che è l'amore di Dio. Voglio solo trasmettervi quello che ha trasmesso a me e che faceva ogni sera con Manuel, due preghiere che sono la certezza che ora Manuel è in paradiso, che questa morte può dare nuova vita nell'amore per dio e nell'amore per noi, l'unica cosa che vince la morte e che vince l'odio", le sue parole. 

La vicinanza della politica

Una manifestazione nata spontaneamente fra gli abitanti della zona per sostenere la famiglia del bambino. All'evento anche gli esponenti dell'amministrazione locale, con il presidente del X Municipio Mario Falconi, i bimbi e i genitori che andavano a scuola con il piccolo Manuel.

Presenti anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri. In corteo anche la senatrice, Cinzia Pellegrino, responsabile nazionale del Dipartimento Vittime di FdI.

"Roma si stringe al dolore dei familiari del piccolo Manuel. In tantissimi qui a Casal Palocco per ricordarlo ed esprimere vicinanza ai genitori e alla sua comunità. La sua inaccettabile morte ha spezzato il cuore a tutta la città", ha scritto Gualtieri su Twitter.

"Viva Manuel"

La fiaccolata è partita alle 19 dall'asilo di Manuel, in via di Macchia Saponara. Poi la passeggiata davanti alla chiesa di San Timoteo per un momento di preghiera, quindi la folla ha proseguito per via Aristonico di Alessandria fino all'incrocio con via Archelao di Mileto, nel punto dell'incidente in cui Manuel ha perso la vita.

"Viva Manuel", hanno gridato in tanti e sono stati lasciati centinai di fiori, peluche, girandole colorate, e dei palloncini con su scritto 'Manuel'.

Matteo Di Pietro davanti al gip

Nel frattempo tre oggi e domani Matteo Di Pietro comparirà davanti al gip per l'udienza di convalida. Di Pietro è ai domiciliari ed è accusato di omicidio stradale e lesioni. Potrebbe rilasciare dichiarazioni, spiegare quello che è successo e magari lanciare un messaggio alla famiglia del piccolo Manuel Proietti. Ma non si esclude che si possa invece avvalere della facoltà di non rispondere, molto dipenderà dalla strategia difensiva.

Le esigenze cautelari che hanno portato al suo arresto sono legate al pericolo di inquinamento probatorio e il pericolo di fuga. Il gip ha sostanzialmente accolto l'impianto accusatorio dei pm e investigatori che nei primi giorni di indagine hanno raccolto elementi a carico dell'indagato nel cui sangue sono state individuate tracce di cannabinoidi. Un elemento che ha portato gli inquirenti a disporre ulteriori accertamenti per poter cristallizzare la quantità e a quando risale l'assunzione della sostanza stupefacente da parte di Di Pietro.

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I dubbi sulla dinamica

Sulla dinamica ci sono però ancora alcuni punti da chiarire. Secondo la difesa di Di Pietro (uno degli avvocati è anche lo zio), la mamma di Manuel al volante della Smart avrebbe dovuto dare la precedenza ai veicoli che arrivavano da destra su via di Macchia Saponara nello svoltare a sinistra per via Archelao di Mileto, la strada dell'incidente.

La versione del ragazzo è quella di essersi trovato di fronte all'improvviso la Smart. Il tutto mentre era al volante della Lamborghini Urus noleggiata per una challenge su YouTube con il gruppo dei 'TheBorderline', ossia restare per 50 ore in auto. C'è però il tema della velocità?

Nelle prossime settimane arriveranno anche i primi risultati della consulenza disposta dai magistrati sia sui telefonini delle persone che erano a bordo del suv quel pomeriggio, sia quella affidata per tentare di accertare la dinamica e la velocità a cui viaggiava la Lamborghini in un tratto di strada in cui il limite è di 30 km orari.

I nodi da sciogliere

Ma non solo. Quale ruolo hanno avuto gli altri quattro amici a bordo del suv? E ancora, ci sarà da analizzare il tema delle immagini delle telecamere e degli smartphone usati per la challenge. Di Pietro, inoltre, potrebbe essere chiamato a rispondere sul perché lui e gli altri quattro non hanno mai chiamato i soccorsi e se è vero che con una delle persone a bordo (una sua amica) abbia tentato di rianimare Manuel, come sostiene il suo avvocato. Se Di Pietro - per strategia difensiva - non dovesse rispondere, gli interrogativi dovranno essere chiariti con successivi accertamenti investigativi.
 

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