"Sono il nuovo messia, perché non mi avete fatto entrare in Israele?"

A parlare è Federico Leonelli, il killer dell'Eur. Protestava in ambasciata israeliana dopo essere stato respinto all'aeroporto di Tel Aviv, dove apparve in stato di alterazione

Già il travestimento da militare con cui ha accolto gli agenti di polizia intervenuti sul luogo del delitto faceva pensare a uno stato di alterazione psichica. A distanza di qualche giorno dall'omicidio di via Birmania, il quadro sulle condizioni mentali del killer Federico Leonelli, l'uomo che ha decapitato la badante ucraina della villa dove era ospite, prende forma. E' ormai acclarato che il 40enne era ossessionato da Israele. 

Voleva andare a combattere contro i palestinesi di Hamas, e covava la sua fissazione in uno stato di disperazione e sofferenza psichica profonda, causato a quanto emerso dalle prime indagini della Procura da una patologia risalente all'adolescenza.

DA TEL AVIV ALL'AMBASCIATA ISRAELIANA - Dopo essere stato respinto all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv per motivi di sicurezza, Leonelli tornò in Italia e andò all'ambasciata israeliana a protestare. "Sono il nuovo messia, perchè non mi avete fatto entrare in Israele?", avrebbe detto, secondo quanto accertato nelle indagini.

L'uomo sarebbe apparso in condizioni psichiche precarie già nello scalo. Aveva un biglietto di sola andata, non seppe indicare una residenza in Israele e per queste ed altre ragioni gli venne negato l'ingresso nel Paese. Quando andò all'ambasciata israeliana a Roma era ormai già fuori di sè e straparlava, secondo quanto riferito.

IL PERCORSO FARMACOLOGICO - Quando era ancora adolescente gli fu diagnosticata una patologia psichiatrica, una forma di schizofrenia che curava con una serie di farmaci. Nelle scorse settimane gli psichiatri che lo seguivano, e a confermarlo è l'avvocato Pina Tenga che assiste la sorella di Leonelli, avevano allertato l'uomo che il "protocollo farmacologico aveva un dosaggio troppo alto". E proprio la sorella Laura ha parlato di questa e di altre circostanze con il Pm, consegnando anche una documentazione medica riguardante il fratello.

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LA SORELLA LAURA - "Mi sono rivolta a strutture pubbliche - ha dichiarato al termine del colloquio in procura - mi dicevano che le mie sollecitazioni non potevano essere accolte, secondo quanto previsto dalla legge, se non in presenza di una grave patologia. Mio fratello alternava momenti di lucidita' ad altri di squilibrio: questi ultimi dipendevano dall'abuso di un farmaco, il "Provigil", che acquistava tramite internet benche' lo psichiatra glielo avesse proibito". Durante questi squilibri, Fabrizio farneticava frequentazioni dei servizi segreti e legami con la Nasa.

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