Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Fatture false e transazioni mai avvenute: così imprenditore ha evaso 140 milioni di euro

Nel mese di maggio 2017 il protagonista della vicenda era già stato colpito dal divieto di dimora in Roma

Una evasione fiscale di 140 milioni di euro. Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un'ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 2 persone, indagate per gravi e reiterate frodi fiscali, indebita compensazione di debiti tributari con crediti inesistenti, truffa aggravata ai danni dello Stato e falso in bilancio.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica capitolina, sono state condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e hanno avuto ad oggetto le attività illecite svolte da un imprenditore, amministratore di fatto di più di 20 società, operanti in numerosi settori commerciali.

Nel mese di maggio 2017 il protagonista della vicenda era già stato colpito, insieme ad altre 5 persone, dal divieto di dimora in Roma e dell'esercizio di imprese e uffici direttivi di persone giuridiche, oltre che da un decreto di sequestro per oltre 80 milioni di euro, somma corrispondente ai profitti derivanti dalla commissione di plurimi reati tributari, riciclaggio, autoriciclaggio e truffa.

Nonostante i provvedimenti giudiziari, l'imprenditore aveva continuato a delinquere con modalità diverse, utilizzando lo "schermo" di una società a lui riconducibile sebbene formalmente gestita da un prestanome. La società, che nel tempo ha operato in vari comparti (in prevalenza nel commercio di prodotti elettronici, informatici e petroliferi), attraverso l'emissione di fatture fittizie e la simulazione di esportazioni mai avvenute, ha indebitamente fruito di crediti Iva inesistenti per compensare oltre 5 milioni di debiti tributari ed evadere, complessivamente, imposte per circa 60 milioni di euro.

Sulla base di tali ulteriori risultanze investigative, che hanno portato alla luce, come si legge nel provvedimento, una "scelta di vita delinquenziale ormai consolidata" da parte del dominus del sistema fraudolento, il G.I.P. del locale Tribunale ha disposto: - la custodia cautelare in carcere nei confronti dell'imprenditore e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e del divieto di esercitare attività professionali o imprenditoriali per un anno nei confronti di del suo prestanome, amministratore di diritto della citata società.

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