Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Rebibbia: impossibile l'espianto degli organi di Divine. Rintracciato il padre

Il piccolo Divine era stato portato in ospedale con urgenza. Fatih, la sorellina, era morta sul colpo

"Non è stato possibile procedere, purtroppo, con l'espianto degli organi". Questa la nota breve con cui l'ospedale Bambin Gesù ha comunicato l'esito dell'iter riguardante Divine, il piccolo di 18 mesi ricoverato dopo esser stato scaraventato dalla madre Alice Sebesta dalle scale della sezione nido di Rebibbia alle 12 di quel maledetto 18 settembre

Il bimbo, in gravissime condizioni, era stato portato in ospedale al Pertini. Quindi il trasferimento al Bambin Gesù. Ieri l'annuncio della morte celebrale, oggi quello dell'impossibilità di donare gli organi. "L'Ospedale ringrazia l'Autorità Giudiziaria, il Centro Nazionale e Regionale dei Trapianti e tutte le istituzioni che hanno collaborato nella gestione di questo difficile e drammatico caso", chiude la nota.

Una corsa contro il tempo stoppata da un iter che, in tempi brevi, non trovava soluzioni. Alice Sebesta è attualmente piantonata nel reparto di psichiatria dell' ospedale Pertini e ha passato le ultime 24 ore a piangere e pregare. Secondo l'avvocato Andrea Palmiero, intervistato da RomaToday, la donna "lascia intravedere una totale incapacità di intendere e volere".

L'appello: "Mai più bambini in carcere"

Il padre dei Divine e Fatih, lei morta sul colpo tra le mura del carcere di Roma, è stato rintracciato grazie al lavoro di Interpol e carabinieri. L'uomo, Ehis E. di nazionalità nigeriana, è detenuto in un carcere in Germania. La Procura ieri aveva diffuso un appello affinché si palesasse. Il tempo, tiranno, però, non ha aiutato l'iter per l'espianto di organi. E' stato infatti impossibile ottenere un consenso valido e in tempo utile da entrambi i genitori.

La tragedia, che conta due giovanissime vittime, ha avuto delle conseguenze anche di natura amministrativa. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha, infatti, deciso per la 'linea dura' sospendendo il direttore della casa circondariale femminile, Ida Del Grosso, la sua vice, Gabriella Pedote, e il vice comandante del reparto di Polizia penitenziaria, Antonella Proietti. Il ministro, parlando di quanto accaduto, ha detto di avere preso questa decisione perché ha ritenuto che "sono stati fatti errori".

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