Fatebenefratelli: la proprietà avvia il concordato, sindacati sul piede di guerra

"Passaggio necessario per proseguire sulla strada del risanamento" la nota dell'azienda. Ribattono i sindacati: "Preoccupazione altissima per le ricadute sociali"

Si alza la preoccupazione dei sindacati attorno alla situazione dell'ospedale Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina. La proprietà ha presentato istanza di pre-concordato presso il Tribunale di Roma, che prevede comunque la piena continuità aziendale. L'ospedale ha un debito di circa 270 milioni di euro e per rientrare, nelle riunioni in Regione, l'azienda aveva espresso la volontà di operare un taglio ai costi del personale in tre anni di 14 milioni di euro. Adesso arriva il concordato preventivo.

I sindacati sono pronti a una nuova mobilitazione. "Questa mossa insieme al fantomatico piano industriale di rilancio dimostrano come a pagare il pesantissimo debito della struttura (oltre 270 milioni) saranno nelle intenzioni delle proprietà esclusivamente i lavoratori" commentano in una nota i segretari generali Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini. "La preoccupazione è altissima per le ricadute sociali che potrebbero riversarsi sulla cittadinanza e che potrebbero mettere in discussione i livelli occupazionali. Sono a rischio mille posti di lavoro tra i dipendenti e oltre 250 tra il personale dei servizi esternalizzati nelle cooperative". I sindacati "chiedono l'intervento immediato di tutte le istituzioni che hanno potere di intervento con in testa la Regione Lazio che è deputata anche a garantire la continuità assistenziale ai cittadini. Fin da ora si metteranno in atto tutte le azioni di mobilitazione necessarie a scongiurare il fallimento dell'ospedale ed il mantenimento di tutti i livelli occupazionali e dei servizi".

Spiega la proprietà: "Il concordato preventivo è un passaggio necessario per proseguire sulla strada del risanamento. Si tratta, in particolare, di un concordato che prevede la piena continuità aziendale, circostanza che garantirà la prestazione di tutti i servizi erogati quotidianamente ai cittadini dalla struttura, presenza storica e punto di riferimento per la sanità regionale e non solo". Per l'azienda "la decisione si è resa necessaria per far fronte, in maniera efficace ed in tempi certi, allo stato di crisi che ormai da tempo interessa l'ospedale e per continuare, in modo ancora più convinto, sulla strada del risanamento e del rilancio, già intrapresa negli ultimi mesi dal Fatebenefratelli, con l'obiettivo di valorizzarne sempre più la presenza e le risorse per la salute dei cittadini". In particolare "la strada concordataria proteggerà l'ospedale dalle azioni esecutive intraprese dai creditori e permetterà di affrontare, in modo controllato e il più possibile condiviso, l'esposizione debitoria dell'ospedale".

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