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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Famiglie da Abusi, il gruppo dove padri si scambiavano video delle violenze sui figli

Coinvolti due romani, uno arrestato e l'altro denunciato. Nelle immagini sia atti sessuali che momenti intimi catturati di nascosto

Ci sono due romani tra le persone coinvolte nell'indagine su un gruppo telegram dell'orrore, denominato "Famiglie da abusi". E' questo infatti il nome scelto da una sorta di banda di padri che sulla chat segreta si scambiavano contenuti espliciti che coinvolgevano i componenti delle loro famiglie, compresi i figli, ripresi mentre subivano abusi in momenti intimi catturati di nascosto.

Cinque persone sono state arrestate dai poliziotti del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni attraverso il Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.). Gli arrestati provengono da Roma, Bologna, Brescia, Messina e Napoli. Nel corso delle indagini sono state denunciate altre 2 persone, uno della provincia Roma e un dipendente comunale di Napoli.

Gli agenti della Postale sono riusciti a compiere un'identificazione "a catena" dei sodali (cinque), consistita nella progressiva evidenziazione di tutte le tracce informatiche di volta in volta raccolte, grazie a cui si è ricostruita nella sua completezza la struttura del gruppo criminale. 

Tutto parte da Roma

La prima perquisizione è stata eseguita proprio a Roma, a casa di un uomo arrestato in flagranza di reato perché individuato in possesso di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. Nell'occasione è emersa per la prima volta l'esistenza del gruppo.

L'imprenditore bolognese

Da qui si è risaliti ad un imprenditore edile bolognese. La ricerca di elementi di prova a carico dell'imprenditore ha confermato l'impianto investigativo teorizzato, emergendo la condivisione da parte dell'indagato di un video autoprodotto, che vede il coinvolgimento di un minore appartenente al nucleo familiare. La Procura di Bologna, assunta per competenza territoriale la direzione delle indagini, ha richiesto e ottenuto dal Gip la misura cautelare della custodia in carcere per l'uomo.

L'arresto nel bresciano

Contestualmente è stato perquisito dalla Polizia Postale per la Campania il terzo componente del gruppo, dipendente del Comune di Napoli, denunciato a piede libero perché detentore di materiale pedopornografico. Il quarto componente del gruppo, un italiano residente nel bresciano, è stato a sua volta arrestato in flagranza di reato per detenzione di ingente quantitativo di materiale attinente allo sfruttamento sessuale di minori e indagato per violenza sessuale ai danni della propria figlia. 

Una denuncia in provincia di Roma

Parallelamente, raccolti ulteriori elementi investigativi, il Compartimento Polizia Postale di Roma era riuscito ad identificare altri due, a loro volta destinatari di perquisizione perché in contatto con il primo indagato, con il quale intrattenevano conversazioni a sfondo pedopornografico e scambiavano contenuti illeciti.

Dei due il primo, residente in Provincia di Roma, è stato denunciato a piede libero poiché deteneva sui propri dispositivi i file ricevuti dal romano, che gli aveva anche fornito istruzioni inerenti alle modalità con cui instaurare un contatto sessuale con un minore. La seconda posizione, invece, relativa a un 55enne siciliano, è emersa in tutta la sua gravità nel corso della perquisizione eseguita in Sicilia a cura degli agenti della Polizia Postale di Roma.

L'orrore in Sicilia

L'uomo, infatti, abusava della propria figlia, costringendola a subire rapporti sessuali, e condivideva le registrazioni dei rapporti con i suoi interlocutori. Per lui la Procura della Repubblica di Messina, subentrata per competenza giurisdizionale alla luce delle risultanze investigative, ha immediatamente richiesto ed ottenuto dal Gip l'emissione della misura della custodia cautelare in carcere per i reati di violenza sessuale in danno di minore e produzione di materiale pedopornografico. 

Un arresto a Napoli

Il quinto sodale, membro del gruppo chiuso, è un napoletano poco più che trentenne. Nel corso della perquisizione, eseguita nei suoi confronti dai poliziotti del Compartimento di Napoli e di quello di Bologna, sono stati trovati circa 200 files pedopornografici e si è potuta acclarare la partecipazione dell'indagato alla chat, su cui condivideva le proprie fantasie inerenti ad atti sessuali con minori anche con foto riferite a momenti della vita quotidiana familiare. Il ragazzo è stato arrestato per detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico e associato in carcere a disposizione dell'Autorità Giudiziaria di Napoli.

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