A Villa Gordiani lo spaccio è una questione di famiglia: 11 arresti

Blitz dei carabinieri all'alba di questa mattina per sgominare la vendita di sostanza stupefacenti al Prenestino. Sequestrati oltre due chili di hashish

Ha avuto inizio alle prime luci dell’alba l’operazione antidroga condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma e denominata “Happy Family”, nei confronti di un’associazione per delinquere composta da pregiudicati romani che avevano il monopolio dello spaccio di droga nel quartiere Prenestino – Villa Gordiani, periferia sud orientale della Capitale. I militari, dando esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alessandro Arturi su richiesta della Sostituto Procurator De Gregorio della Procura Ordinaria e della DDA di Roma, hanno arrestato 11 persone, di cui 8 associate alle case circondariali di “Rebibbia” e “Regina Coeli” e 3 sottoposte al regime degli arresti domiciliari.

DROGA E SOLDI - Imponente il dispiegamento di uomini per l’esecuzione delle misure e delle perquisizioni a carico dei vari componenti del sodalizio, disposte dall’Autorità Giudiziaria nei confronti degli indagati: circa 60 i Carabinieri, in divisa e in borghese, con l’ausilio anche di unità cinofile che, nel corso delle operazioni hanno sequestrato oltre 2 chilogrammi di hashish, 30 grammi di marijuana e circa 17000 euro in contanti, provento del traffico di stupefacenti che i vari associati avevano nascosto nelle proprie abitazioni.

HAPPY FAMILY - L’indagine “Happy Family”, di cui oggi sono arrivati i primi esiti investigativi, è stata condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia Piazza Dante dal giugno 2012 al febbraio 2013, e trae origine da una serie di controlli effettuati dai Carabinieri della Stazione di Roma – Prenestina nei confronti di alcuni soggetti dediti al consumo di vari tipi di droghe: hashish, marijuana, cocaina. I numerosi sequestri effettuati e l’assidua frequentazione del quartiere da parte di tali soggetti, indice dell’esistenza di un consolidato sistema di spaccio, ha indotto i militari ad avviare una complessa attività d’indagine con servizi di osservazione, pedinamenti e intercettazioni telefoniche.

IL VIDEO DELL'OPERAZIONE

CONSORTERIA CRIMINALE - L’indagine ha così fatto luce su una vera e propria “consorteria criminale”, composta da tutti soggetti romani, legati da vincoli di parentela, dediti in modo continuativo al traffico di varie sostanze stupefacenti che venivano spacciate nel quartiere, dall’hashish alla marijuana, fino alla cocaina, vero core business della banda. Il giro d’affari rilevato è molto consistente: nel corso degli otto mesi d’indagine, già altri 11 soggetti sono stati tratti in arresto per spaccio di droga con il sequestro di 200 grammi di cocaina, 500 grammi di hashish, 600 di marijuana, 50 pasticche di ecstasy e circa 37.000,00 euro in contanti.

FAMIGLIA DI SPACCIATORI - Gli spacci avvenivano con impressionante continuità e frequenza, anche in pieno giorno, tanto da aver fatto “guadagnare” al quartiere la nomea di supermarket della droga, proprio per la varietà di sostanze reperibili. L’organizzazione era diretta da una pregiudicata 52enne romana del quartiere,  insieme ai due figli di 31 e 25 anni, i quali, avvalendosi della collaborazione di parenti, provvedevano al reperimento all’ingrosso della sostanza, al confezionamento e alla tenuta della contabilità dell’intera associazione, distribuendo i proventi tra i vari sub cessionari.

PUSHER PARENTI - Articolata la rete di spacciatori e vedette che provvedevano allo spaccio, dalla mattina alle sette fino a notte fonda, dandosi il cambio tra loro, secondo le indicazione della “dirigenza” del sodalizio. I principali venditori al dettaglio erano proprio la sorella della 52enne,  anch’ella del quartiere, con tutta la sua famiglia: il marito, i due figli e il cognato. Ed è proprio questa la particolarità dell’associazione, caratterizzata da vincoli ben saldi e gerarchizzati, agevolati dallo stretto legame familiare tra i consociati. Da qui la denominazione dell’indagine, “Happy Family”: famiglia felice, sia per la gestione intrafamiliare del traffico illecito, sia per la particolare spregiudicatezza con cui i vari spacciatori si “esibivano” per le vie del quartiere, reso ancor più impermeabile all’azione preventiva e repressiva delle Forze dell’Ordine dalla dislocazione di vedette e avvistatori nei punti nevralgici del complesso popolare. Una vera e propria rete criminale, ben radicata e innestata nel quartiere, ormai disarticolata.

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