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Coronavirus, falsi tamponi negativi a 14 persone: agli arresti domiciliari infermiera ed il compagno

La donna aveva rubato i materiali in ospedale fordendoli al 50enne che ha poi eseguito i test spacciandosi per infermiere

Sono finiti agli arresti domiciliari una infermiera ed il compagno che avevano eseguito dei tamponi su 14 persone rilasciando altrettanti certificati medici falsi relativi agli esiti dei test naso-faringei per la ricerca del Coronavirus apparentemente rilasciati da due ospedali della Capitale nei confronti di altrettante persone. Ad dare esecuzione alle due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari i Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia.

Nel corso delle indagini i militari della Stazione Civitavecchia hanno infatti accertato come la donna,  infermiera presso la Asl di Civitavecchia, si sarebbe appropriata di materiale e strumentazione medica (sacche per urina, rotoli di garza, lacci emostatici, provette e medicinali) forniti alla farmacia interna dell’ospedale e ai vari reparti di quest’ultimo. La 35enne, in concorso con il compagno, si sarebbe appropriata altresì di tamponi per la ricerca del Covid 19. 

L'uomo invece è accusato di aver esercitato abusivamente la professione di infermiere, per la quale è richiesta una specifica abilitazione che non ha mai conseguito (risulta infatti che lo stesso sia abilitato come operatore socio-sanitario), avendo effettuando i tamponi naso faringei per la ricerca del Covid alle persone alle quali ha rilasciato il falso certificato medico, attestante la negatività al contagio. 

Notificate le due ordinanze, emesse dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale della Repubblica di Civitavecchia, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti del 50enne e della sua compagna 35enne per i  reati di peculato (art.314 c.p.), esercizio abusivo della professione medica (art. 348 c.p.) e falsità materiale (artt. 477 e 482 c.p.), proseguono le indagini, con la collaborazione ai Carabinieri del NAS di Roma, per verificare quante persone si siano rivolte agli indagati per essere sottoposti al tampone, atteso che i militari hanno appurato che l’attività illecita è iniziata lo scorso aprile. 

Le indagini continuano anche per verificare se vi siano state persone positive al Covid 19 che, indotte in errore dal falso certificato rilasciatogli, abbiano interrotto l’isolamento fiduciario presso la loro abitazione.

"In merito ai fatti gravi di Civitavecchia voglio rivolgere un ringraziamento alla Magistratura e all’Arma dei Carabinieri per il lavoro svolto che ha permesso di far emergere una truffa sui tamponi falsi e alla Asl Roma 4 che ha collaborato con gli inquirenti - dichiara in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato -. Immediati i provvedimenti nei confronti di chi ha compiuto questa infamia ai danni dei cittadini e del Sistema sanitario pubblico in un momento di pandemia come quello che stiamo vivendo". 

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