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Spari alla Caffarella, agguato al capo ultras laziale: si apre la pista della droga

Prima ipotesi degli investigatori: dietro la sparatoria di ieri potrebbero nascondersi affari di droga. Ferito insieme a Fabrizio Toffolo, capo degli Irriducibili, Danilo Casadei, anche lui ultras bianco celeste

Potrebbero esserci questioni di droga dietro l'agguato a Fabrizio Toffolo, il capo ultras della Lazio rimasto ferito ieri mattina durante una sparatoria in zona Caffarella. E' quanto emerso dalle primi passi mossi dagli investigatori che provano a fare luce sull'episodio. I proiettili hanno colpito anche un altro ultras bianco celeste, Danilo Casadei, 33 anni. Toffolo, ferito all'inguine, è stato ricoverato in codice rosso al San Giovanni dove ha subito un intervento. All'Umberto I invece l'amico Casadei, in codice giallo.

Il re della curva nord era stato colpito da Daspo in passato ed era stato già vittima di un agguato nel 2007, quando fu gambizzato sotto casa sua. La zona dove è avvenuta la sparatoria è considerata uno dei quartier generali degli ultras laziali. A esplodere i colpi sarebbero state due persone a bordo di una moto. Dopo l'aggressione, Toffolo si è rifugiato nei garage di un'autofficina in via della Caffarelletta, dove sono partiti gli spari, mentre Casadei in un negozio in via Villani. Dal vicino parco della Caffarella c'è chi ha sentito gli spari e sconvolto è subito scappato.

"Siccome è sabato - spiegano sotto choc i residenti - c'era più gente del solito, erano le dieci e mezza. Quando sono stati sentiti gli spari, almeno quattro, ci siamo impauriti e dopo poco è girata la notizia dell'agguato. Qualcuno ha corso verso il parco raccontando quello che era successo, parlavano di una moto chiara con due persone a bordo che hanno sparato". E che poi sono sfrecciati via, senza lasciare traccia.

Le scene da far west alla Caffarella seguono di poco altre due sparatorie avvenute sul litorale. Ieri notte un giovane 30enne è rimasto ferito da due proiettili alle gambe. Si è recato in uno ospedale vicino a Pomezia e ha raccontato di essere stato rapinato. A pochi chilometri di distanza, a Nettuno, un altro uomo, di origini siciliane, è rimasto ferito a una mano. La versione data ai militari in questo caso ruoterebbe intorno a una lite per questioni di viabilità. Un tamponamento che avrebbe dato origine a un violento alterco, finito con il fuoco.

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