Omicidio Fabrizio Piscitelli: Diabolik ucciso nel territorio di Michele 'o pazzo e dei 'napoletani del Tuscolano'

In quell'area di Roma è forte anche l'influenza del clan Pagnozzi, gruppo criminale che ha stretti contatti con il boss Michele Senese

La modalità di esecuzione lascia pochi spazi ai dubbi: chi ha ucciso Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, è stato spietato. Un delitto organizzato e studiato quello del killer che ha utilizzato una pistola calibro 7,65. Un testimone ha riferito anche che l'arma si sarebbe inceppata, particolare importante che conferma la teoria dell'agguato in stile mafioso. 

Chi indaga, al momento, non esclude nessuna pista ma l'ipotesi che dietro all'omicidio ci sia la mano della criminalità organizzata è concreta. Un elemento da non sottovalutare per decifrare meglio il caso, oltre le modalità efferate con cui l'assassino ha colpito, è il luogo.

Piscitelli è stato ucciso in un posto pubblico, frequentato da famiglie e bambini, pieno giorno, perché alle 18:50 del 7 agosto la luce del sole illuminava ancora il Parco degli Acquedotti. Insomma un omicidio che tutti, almeno nel suo atto finale, dovevano vedere.

Che sia stato un messaggio? E chi sarebbe il destinatario?

Quella zona, l'area del Tuscolano ha da anni un padrone criminale: Michele Senese detto 'o pazzo, come si legge nel report della Dia. E' lui che domina la fascia a sud est di Roma. Una carriera criminale cominciata nella camorra napoletana, un sicario attivo. Per molti è "il capo della camorra a Roma".

Poi si è trasferito nella Capitale ed è diventato un boss autonomo. Con lui Domenico Pagnozzi, un altro pezzo da novanta. Droga, estorsioni e riciclaggio i loro affari. A mostrarli, definitivamente, alla città è l'operazione Tulipano che scopre gli affari dei così detti 'Napoletani del Tuscolano'. 

I lunghi tentacoli di Senese, però, arrivano anche fino alla così detta Roma bene. Nelle carte di Mafia Capitale si legge come a Ponte Milvio, i gruppi dei napoletani e degli albanesi erano a 'guardia' degli interessi di Michele 'o pazzo.

Cosa c'entra Diabolik in tutto questo?

Anche in questo caso le carte dei giudici e le ordinanze ci aiutano. "Tutti erano infatti concordi nell'affermare che su Ponte Milvio opera una batteria particolarmente agguerrita e pericolosa con a capo Fabrizio Piscitelli alias Diabolik e della quale facevano parte soggetti albanesi; che la predetta batteria era al servizio dei 'napoletani' ormai insediatisi a Roma nord, tra cui i fratelli Esposito facenti capo a Michele Senese", si legge nell'ordinanza di Mafia Capitale. 

Nel 2014 il Gico della Guardia di Finanza fa di più: "Piscitelli è più volte assurto agli onori della cronaca giudiziaria: dai rapporti, risalenti agli anni tra il 1991 ed il 1992, con il noto Michele Senese il quale, proprio attraverso Fabrizio Piscitelli e il fratello Gennaro Senese, stringeva accordi con il clan Abate, all'epoca egemone nell'area di San Giorgio a Cremano (in provincia di Napoli), ma con interessi nella Capitale, finalizzati all’approvvigionamento di eroina dalla Turchia, via Germania, e di hashish dalla Spagna, al più recente processo connesso alla scalata alla Lazio ovvero, ancora, agli innumerevoli episodi di violenza negli stadi".

Uccidere Piscitelli per mandare un segnale a Senese?

Non è escluso. Nel corso degli anni gli arresti al clan Casamonica e l'operazione Tulipano hanno creato subbuglio nella zona est della città e così "il capo della camorra a Roma" è sembrato più vulnerabile. Un esempio emerge dall'operazione Hampa che smantellò il clan Gambacurta di Montespaccato.

Qui, dalle carte, spunta come sia stato necessario l'intervento di Salvatore Nicitra, figura criminale conosciuta già vicino alla Banda della Magliana, per fare da arbitro e da paciere e ricomporre una controversia insorta tra Franco Gambacurta ed esponenti del gruppo Senese, salvando così la pax criminale in città che mostra qualche scricchiolìo.  

Con l'agguato Piscitelli si è riproposto un copione identico, magari con altri protagonisti (aspiranti al trono dei Senese) ancora tutti da scoprire? Possibile. Come possibile è anche un regolamento interno allo stesso gruppo criminale, magari per tarpare le ali a qualcuno troppo ambizioso.

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