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Cronaca

Fabiana De Angelis, chi era la quarta vittima della strage di Fidene

De Angelis era ricoverata in condizioni gravissime in ospedale. Sale a quattro il bilancio delle vittime della sparatoria.

Sono salite a quattro le vittime della strage di Fidene. È morta anche Fabiana De Angelis, 50 anni, che da domenica lottava in un letto dell'ospedale Sant'Andrea di Roma, colpita alla testa dalla pistola usata da Claudio Campiti.

La donna era stata operata e trasferita in rianimazione ma le sue condizioni erano subito apparse gravissime. "Gli accertamenti diagnostici effettuati in queste ore - ha fatto sapere la direzione sanitaria dell'ospedale - hanno evidenziato un quadro clinico irreversibile. È stata dichiarata la morte cerebrale". È la quarta donna uccisa nella strage: le altre sono Elisabetta Silenzi, Sabina Sperandio e Nicoletta Golisano

Cinquantanni, Fabiana De Angelis era sposata e aveva due figli di 14 e figli di 14 e 16 anni. Viveva nella zona di piazza Bologna e si occupava fra le altre cose, anche del consorzio Valle Verde. Anche lei, come Golisano, era una commercialista. 

"Due colleghe commercialiste cadute per mano di un folle nello svolgimento scrupoloso della loro attività professionale, vittime di una tragedia immane. Tutti i 120.000 commercialisti italiani, sgomenti, sono oggi al fianco della famiglia di Fabiana, come domenica erano stati a fianco di quella di Nicoletta" si legge in una nota del presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Elbano de Nuccio, sostenendo che la sparatoria di Fidene "ha scosso tutta la nostra comunità nazionale. I nostri canali social sono travolti in questi giorni, in queste ore, da migliaia e migliaia di manifestazioni di dolore, solidarietà e vicinanza ai parenti delle due colleghe. Un sentimento di profonda costernazione di cui il Consiglio nazionale si fa interprete. Ci impegneremo, in forme e modi che studieremo già nei prossimi giorni, ad onorare la loro memoria", conclude il numero uno dei professionisti.

Cordoglio lo ha espresso anche l'assessore alla sanità laziale Alessio D'Amato: "Sono stato in contatto costante con i medici del Sant'Andrea e purtroppo non c'è stato nulla da fare nonostante tutte le manovre di rianimazione. Mi stringo in un abbraccio al marito, ai figli e ai familiari tutti, mai avremmo voluto questa notizia. Esprimo tutto il cordoglio di medici e infermieri dell'azienda ospedaliera Sant'Andrea e dell'intero servizio sanitario regionale".

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