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Foto Ansa

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Manolo Gambini, la fuga continua: è caccia all'evaso anche fuori dal Lazio

Le note di ricerca su Manolo Gambini raggiungono anche la maremma e la bassa Toscana. Qui Gambini era stato arrestato per una serie di furti

Dove si nasconde Manolo Gambini? Che fine ha fatto il detenuto evaso dal carcere di Rebibbia domenica scorsa? Chi è sulle sue tracce sta lavorando a ritmo serrato per cercare di stringere il cerchio. Le ore passate dall'evasione dalla struttura di Roma sono oltre 36. Dove avrà passato le due scorse notti Manolo Gambini?

L'uomo, 41 anni dai lineamenti mediterranei, è alto nella media (un metro e 77 centimetri) e ha occhi e capelli - corti - neri. Poi quei baffi, con un po' di pizzetto, che si notano nelle foto segnaletiche ma che, non è escluso, possano essere stati tagliati. Quello che restano sono invece i cinque tatuaggi, tutti però in parti coperte del corpo (parte superiore delle braccia sinistra e destra, e altre tre sul tronco del corpo). Insomma, i suoi segni distintivi potrebbero non aiutare. Difficile pensare che qualche cittadino possa accorgersi di lui.

Le indagini tra alto Lazio e Toscana

Ecco, quindi, che polizia e carabinieri dovranno fare un lavoro di intelligence. Da quanto emerso, Manolo Gambini non sarebbe pericoloso. E' comunque un detenuto in fuga però, e questo va tenuto conto.  Il 41enne di Cerveteri era stato trasferito nel carcere romano da quello di Grosseto dove era recluso in custodia cautelare per una serie di furti in appartamento commessi in Toscana ed inoltre doveva scontare un cumulo pena di sei anni per reati contro il patrimonio. Prima di passare a Rebibbia aveva fatto "tappa" alla casa circondariale di Civitavecchia.  Ecco perché il fuggitivo potrebbe godere di appoggi, oltre che a Roma, anche in altre città dell'alto Lazio e in Toscana, dove secondo fonti investigative avrebbe dei fiancheggiatori. 

Il colpo da 70 mila euro di Gambini e soci

D'altronde Gambini, insieme a due complici, il 29 giugno 2018 mise a segno un colpo nella zona di Poggio alle Trincee a Castiglione della Pescaia: un furto nel corso del quale era stata attaccata la cassaforte, aperta con un frullino e dalla quale erano stati portati via gioielli e altri preziosi. Un furto in appartamento da circa 70mila euro

Il 12 agosto di quell'anno, inoltre, Gambini e uno dei due complici del colpo nelle provincia di Grosseto, furono arrestati dai carabinieri di Bracciano per un fatto analogo: quando erano stati fermati avevano strumenti per lo scasso e guanti. Oltretutto, in quei giorni, i due erano sottoposti alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Cerveteri.

Gli altri detenuti evasi in questi anni

Non è tuttavia la prima volta che Roma diventa scenario di una evasione. La storia di Davad Zukanovic e  Lil Ahmetovic è la più recente: i due, grazie ad alcuni appoggi, dopo l'evasione da Rebibbia furono arrestati proprio in Toscana. A rintracciarli, a Pisa, erano stati i carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati e della polizia penitenziaria. I due, secondo quanto è stato ricostruito, erano riusciti a travalicare il confine regionale a bordo di un'auto rubata in una concessionaria a Roma. 

Era il giugno del 2020 e la cattura avvenne dopo 2 settimane dall'evasione. Ad agosto 2019 un altro era invece riuscito ad eludere la sorveglianza e a scappare sempre dal nosocomio romano, dove era stato accompagnato dal carcere di Rebibbia per essere sottoposto a una visita medica.

Si trattava di Vincenzo Sigigliano, 47 anni, arrestato in Messico ed estradato un paio di settimane prima a Roma dove avrebbe dovuto scontare sette anni di carcere. L'uomo era fuggito con le manette dopo aver ingannato i medici. In quel caso la cattura era avvenuta sei giorni dopo in un appartamento del napoletano.  

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