Evasi da Rebibbia: 14 indagati, tra loro anche l'ex direttore del carcere

Basho Tesi, Mikel Hasanbelli e Ilir Pere sono scappati dalla finestra del carcere il 27 ottobre scorso. Per questa vicenda in 14 rischiano il processo, il Pm contesta loro il reato di "colpa del custode"

Quattordici indagati che rischiano il processo. Tutti con l'accusa di "colpa del custode". E' questo l'esito dell'indagine relativa all'evasione dal carcere di Rebibbia di Basho Tesi, Mikel Hasanbelli e Ilir Pere, scappati di prigione lo scorso 27 ottobre. 

GLI INDAGATI - Tra gli indagati spiccano i nomi dell'ex direttore del carcere di Rebibbia, coinvolto anche nel caso Cucchi, il capo ufficio detenuti del Provveditorato regionale e il comandante di reparto degli agenti di custodia.

Nei loro confronti il pm Nadia Plastina contesta il reato di "colpa del custode", una inosservanza colposa nelle regole di vigilanza all'interno della casa circondariale. Agli indagati è stato notificato l'atto di chiusura delle indagini che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio.

IL SINDACATO - A commentare la vicenda ci ha pensato il sindacato Fns CISL Lazio: "Il reato contestato sarebbe il 387 del Codice Penale ossia, un reato punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa da euro 103 a euro 1032. Il colpevole non è punibile se nel termine di tre mesi dall'evasione procura la cattura della persona evasa o la presentazione di lei all'autorità".

Per la Fns CISL Lazio occorre che la "magistratura come sempre ed in tempi celeri faccia il suo corso" e che il personale coinvolto saprà "dimostrare la propria innocenza".

FUGA DA FILM - La fuga di Tesi, Hasanbelli e Pere (rispettivamente di 35, 38 e 40 anni) è stata scoperta il 27 ottobre quando i tre hanno approfittato dell'arrivo nel carcere di Rebibbia di alcuni detenuti trasferiti dal penitenziario di Camerino in seguito al sisma che ha colpito ieri le Marche.

Una fuga da film con i tre che dopo aver creato delle sagome con delle bottiglie di plastica ed averle messe sotto le lenzuola delle rispettive brande (al fine di guadagnare tempo nel corso delle verifiche nelle celle), hanno prima segato le sbarre di una finestra nel Reparto G9 (circuito media sicurezza) della Casa Circondariale (garitta lato 3 via Tiburtina), per poi scappare calandosi con delle lenzuola annodate tra loro con dei manici di scopa. 

CACCIA AI TRE - Diramata la nota di ricerca a tutti i corpi di polizia i tre albanesi sono attivamente ricercati con controlli e posti di blocco a Roma e nel resto d'Italia. Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere di videosorveglianza del carcere di Casal de' Pazzi al fine di acquisire elementi utili a ricostruire l'incredibile fuga. Resta da accertare se i tre si siano allontanati dalla struttura penitenziaria da soli o con l'aiuto di qualche complice. 

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