Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Rientrato in Italia un latitante: uccise bracciante che non aveva ceduto al ricatto dei caporali

Il ragazzo venne ucciso perché non aveva ceduto al ricatto dei caporali e non aveva pagato il pizzo

Un ex latitante albanese, sfuggito alla giustizia per oltre 20 anni, è stato estradato in Italia. L'uomo è arrivato stamattina all'aeroporto di Fiumicino, scortato da personale dello Scip - Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.

Componente di un'organizzazione di caporalato, il 47enne è destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nel 1999 per omicidio volontario e lesioni personali aggravate.

L'uomo è stato rintracciato grazie alla collaborazione tra le autorità italiane e albanesi ed è responsabile dell’omicidio di un giovane bracciante avvenuto nel 1999 nelle campagne di Foggia.

Il ragazzo venne ucciso perché non aveva ceduto al ricatto dei caporali e non aveva pagato il pizzo. Il bracciante albanese è diventato un simbolo della ribellione contro la piaga del caporalato.

Dell'omicidio e della storia del bracciante ha parlato anche Don Ciotti lo scorso 15 novembre, nella sua visita a Tirana insieme al procuratore nazionale antimafia, portandolo come esempio di dignità, coraggio e della ribellione ad ogni forma di criminalità organizzata.

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