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Cronaca

Si fingono componenti del clan Spada per estorcere oltre 100.000 euro alla vittima

Le indagini partite dalle denunce di un dipendente del Parlamento, rimasto vittima dei due

Messaggi vocali e scritti, telefonate, incontri di persona tutti con l'obiettivo di minacciare e porre in uno stato di sottomissione la vittima e potergli così estorcere denaro. Per incutere più paura i due criminali si fingevano ora componenti del clan Spada, ora legati alle famiglie Casamonica o Di Silvio. A smascherarli il coraggio della vittima che, esasperata, ha denunciato tutto alla polizia che, accertata l'attività criminale, ha provveduto all'arresto dei due uomini.

I due dovranno rispondere di estorsione ed hanno subito anche il sequestro  preventivo di due autovetture, di un motociclo e di un conto corrente postale, tutti ritenuti proventi dell’illecita attività delittuosa.

Le indagini sono partite a maggio 2021 dalle denunce di un dipendente del Parlamento, vittima di ripetute richieste estorsive. Secondo quanto accertato, la vittima aveva ricevuto una serie ininterrotta di richieste di denaro e minacce che le avevano provocato uno stato di totale sottomissione. Così era stata costretta a cedere alle intimidazioni e a corrispondere, a più riprese, somme di denaro per un totale di 107.788 euro.

Gli indagati  avevano rivolto personalmente chiare e gravi minacce di morte alla persona offesa, anche mediante l’utilizzo di armi, nonché di incendiare l’abitazione della stessa. Tra le minacce e le frasi pronunciare per incutere paura: "Ti acchiappa a me e a te per le feste...stacca un dito ogni giorno de ritardo... calcola che m'ha fatto vedè una vetrina la', una cosa schifosissima, c'ha cinque dita messe sotto, tipo sotto liquido, lui si chiama il taglia dita". Uno dei due arrestati, come riportato nell'ordinanza del gip Daniela Caramico D'Auria, per essere "più persuasivo" affermava che c'era da pagare anche il corriere dei Casamonica mostrandogli una foto e descrivendolo come una persona pericolosa che porta con se' una pistola e riferendo "spara le cartucce in gomma, non uccide ma lacera".

Nella denuncia la vittima ha presentato tutti i numerosi messaggi ricevuti, anche vocali. I legami tra gli indagati sono stati individuati dagli agenti, attraverso l’analisi dei tabulati telefonici, e accurate indagini, dalle quali è emerso che sono stati arrestati insieme in flagranza e, in altre due circostanze, denunciati in stato di libertà.

È stato, inoltre, accertato che uno degli indagati, oltre ad avere subito condanne per reati in materia di stupefacenti e per reati contro il patrimonio, si trovava, altresì, sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di due anni.

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