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La sua amica non paga 40 euro di droga: i pusher le chiedono 2mila euro per saldare il debito

Presi i tre pusher aguzzini. Dopo gli accertamenti di rito, i malviventi sono stati arrestati ed affidati al carcere di Rebibbia

Due 39enni romani ed un romeno 31enne sono stati arrestati dalla Polizia di Stato per estorsione ai danni di una giovane prostituta.

Gli aguzzini, da circa 2 settimane, avevano iniziato a chiedere soldi alla ragazza con la scusa che, quanto richiesto era un debito che la stessa aveva ereditato da una sua amica. Il denaro dovuto inizialmente era pari  a 40 euro, ovvero una dose di cocaina non pagata, per poi arrivare fino a 2 mila euro di oggi. 

Dopo un'iniziale richiesta verbale, il gruppo è passato alle vie di fatto minacciando e picchiando anche il marito della ragazza in raid in una roulotte a Tor di Valle. All'ennesimo episodio la donna, il 21 agosto scorso, si è rivolta al commissariato Esposizione, diretto da Pasquale Fiocco.

Gli investigatori, conoscendo il tessuto criminale del loro territorio hanno individuato una serie di sospetti, 2 dei quali romani, che sono stati riconosciuti dalla vittima nelle foto-segnaletiche.

Gli estorsori, con una escamotage, sono riusciti a stabilire un contatto telefonico con la vittima e le hanno dato appuntamento per il pomeriggio del 25 agostp in un locale pubblico con l'obbligo di portare almeno un parte dei soldi.

I poliziotti, dopo aver fotocopiato le banconote, ben nascosti, si sono appostati nelle vicinanze del locale scelto dai criminali. Oltre ai 2 romani, tutti su una citycar, si è presentato anche un uomo di 31 anni di origini romene ed è stato proprio lui che ha fatto il primo sopralluogo per controllare che la vittima fosse sola; convinto di non essere osservato ha avvisato gli altri che, seppur con alcune cautele, sono scesi dall’auto, sono andati dalla donna e si sono fatti consegnare i soldi. Subito dopo è scattato il blitz della polizia.

I 3 hanno tentato la fuga che è stata interrotta dopo pochissimi metri. I poliziotti, durante le perquisizioni, hanno trovato i soldi ed il telefono usato come ultimo contatto con la vittima. Dopo gli accertamenti di rito, i malviventi sono stati arrestati ed affidati al carcere di Rebibbia a disposizione della Magistratura. 

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