Esplosione in via Marmorata: si indaga per terrorismo, ma nessuna rivendicazione

Ad esplodere un ordigno rudimentale posizionato nei pressi dell'ingresso laterale dell'ufficio delle Poste. Al momento non ci sono rivendicazioni ma si pensa alla pista di matrice anarchica

I rilievi in via Marmorata: foto Ansa

L'esposione avvenuta oggi, 12 maggio, in via Marmorata 4 è "un atto di terrorismo con esplosivo". E' su queste basi, infatti, che la Procura di Roma procede in relazione all'ordigno rudimentale deflagrato nel parcheggio, privato, laterale delle Poste. Il fascicolo è affidato al pool di pm che lavorano all'antiterrorismo coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale. 

I RILIEVI SUL POSTO - La piccola bomba artigianale è esplosa intorno alle 9 del mattino. La zona, subito dopo la deflagrazione, era stata messa in sicurezza dalle volanti della Polizia di Stato e dai Vigili del Fuoco, in attesa degli artificieri che, giunti poco dopo, hanno effettuato la bonifica. L'ordigno era costituito da due bottiglie contenenti liquido infiammabile (verosimilmente benzina), un timer ed alcuni fili elettrici, ed era stato collocato tra due auto in sosta nel parcheggio dell'ufficio postale.

LA DOPPIA ESPLOSIONE - A spiegare i fatti è Maurizio Improta, responsabile ufficio protezione generale e soccorso pubblico della questura di Roma: "Si è sentita una doppia esplosione, la prima di un innesco e poi quella del liquido infiammabile ma l'ordigno, rudimentale e costruito con ingegno, era uno. Abbiamo rinvenuto anche un timer da cucina". 

"Ci sono le indagini in corso e stiamo cercando di capire se questo tipo di esplosioni, puramente dimostrative, possano essere riconducibili ad altri fatti in passato. - conclude Improta - Tempestivo è stato l'intervento dei dipendenti della Posta che con l'estintore hanno spento il principio di incendio". 

LE INDAGINI - La deflagrazione non ha causato danni alle persone che si trovavano nei pressi, ma danneggiato una auto lì parcheggiata. Ad occuparsi delle indagini investigatori della Digos che non escludono nessuna pista, neanche quella vicina ad ambienti anarchici anche se al momento ancora nessuno ha rivendicato il gesto

via marmorata-3

"PREOCCUPATI SIMBOLOGIA GESTO" - Sulla vicenda è intervenuto anche il delegato alla Sicurezza del Comune di Roma, Marco Cardilli: "C'è un po' di preoccupazione. Al di là dei danni fortunatamente lievi che ha causato, è la simbologia del gesto che lascia preoccupati. Ovviamente il livello di attenzione in termini di sicurezza è sempre molto elevato. L'esperienza maturata nel recente Giubileo ha dato i suoi frutti. Se ci sono eventuali riprese o immagini di telecamere disponibili? Al momento non mi risulta".

LE VOCI DEL QUARTIERE - Sotto choc gli abitanti di zona. I commercianti, ai microfoni di RomaToday, hanno raccontato quei minuti concitati (qui il video): "Abbiamo sentito due esplosioni a distanza di pochi secondi. Abbiamo provato paura, perché il boato è stato forte. Ho visto le fiamme ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito". "Sembravano colpi di pistola", dice qualcun altro. 

FALSO ALLARME ALLA FAO - Tensione genera tensione perché sempre in mattina, in viale delle Terme della Caracalla praticamente davanti alla sede della Fao, si è verificato un altro allarme bomba, poi catalogato come "falso". Una segnalazione, intorno alle dieci, riferiva della presenza di pacchi sospetti davanti alla cancellata. Sul posto gli artificieri della polizia che dopo le verifiche hanno certificato che si trattava di due sacchetti di sabbia da cantiere, imprudentemente abbandonati da qualcuno.

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