Esplosione ad Acilia, crolla palazzina: morte mamma e figlia sotto le macerie

L'incubo è iniziato intorno alle 14, in via Giacomo della Marca, a San Giorgio di Acilia. Estratte vive due persone. Carabinieri e Vigili del Fuoco parlano di fuga di gas, senza però escludere altre piste

Debora C. e sua figlia Aurora di 8 anni sono morte oggi 28 dicembre ad Acilia. Le due non ce l'hanno fatta. I corpi sono stati trovati , sotto le macerie, senza vita, poco dopo le 22:40 nel salone della palazzina distrutta in via Giacomo della Marca 46.

Salvi gli zii portati in ospedale. Entrambi non in pericolo di vita. E' questo il bilancio drammatico dell'esplosione avvenuta nell'entroterra di Ostia. Una vera e propria deflagrazione avvenuta per una probabile fuga di gas, con conseguente apertura di una indagine per "disastro colposo". Un pomeriggio da incubo iniziato alle 14. 

LA MACCHINA DEI SOCCORSI - I soccorsi sono scattati immediatamente. Sul posto sono giunti i Carabinieri, il personale medico del 118, il Comitato territoriale CRI del Municipio 10 di Roma, la Protezione Civile la Polizia, i vigili del X Gruppo Mare e il Gpit che hanno circoscritto l'area e i Vigili del Fuoco con cinque squadre, con l'ausilio del gruppo NBCR, di una autoscala e del gruppo cinofili.

Fin da subito i Vigili del Fuoco, con due escavatori, hanno lavorato diverse ore. Senza sosta, dalle 14 alle 22:40. Con l'aiuto dei volontari. "Debora, Aurora. Rispondete". Hanno urlato diverse volte, anche per capire l'esatto punto dove cercare le due disperse. Grida disperate che, però, non hanno avuto risposta. 

INSEGNANTE A DRAGONA - Debora faceva la maestra alla scuola Marcio Ulpio Traiano di Dragona, nella stessa scuola dove andava anche la piccola Aurora. Conosciute da tutti gli abitanti della zona, erano ben volute da amici e parenti. "Non ci posso credere, è un incubo", dice in lacrime una vicina mentre i soccorritori portano via i corpi di mamma e figlia coperte da un telo verde. 

I FERITI - I primi ad essere stati estratti vivi dalle macerie sono stati, intorno alle 15:30, gli zii di Aurora. L'uomo, soccorso dal personale del 118 è stato portato in codice giallo all'ospedale Grassi. Ha riportato ferite lacerocontuse e traumi su tutto il corpo. La donna, di 68 anni, ha riportato traumi da schiacciamento ed è stata trasportata, cosceinte, con l'eliambulanza al policlinico Gemelli in codice rosso. Entrambi non in pericolo di vita. 

Le due persone estratte vive dalle macerie sono il fratello e la sorella di Debora, che aveva perso recentemente i genitori, e che oggi non ce l'ha fatta. Ed è stata proprio la 68enne ad indicare, per prima, ai soccorritori dove iniziare le ricerche. Al piano terra abitava una famiglia cingalese, assente al momento dell'esplosione e scampata al peggio. Al primo piano le due case maggiormente interessate dal crollo.

VIDEO | Fuga di gas ad Acilia, soccorritori cercano persone sotto le macerie

L'ESPLOSIONE - L'incubo è iniziato intorno all'ora di pranzo, in via Giacomo della Marca, a San Giorgio di Acilia. Un boato, poi le fiamme e il crollo. Una tragedia generata, probabilmente, dal piano terra della palazzina. Con l'esplosione che ha quindi causato il cedimento dei solai.

Sulla vicenda indagano i Carabinieri della stazione di Acilia e della compagnia di Ostia, coordinati dal Capitano Paolo Del Giacomo. L'ipotesi è che l'esplosione e il crollo siano stati provocati da una fuga di gas anche se Italgas, giunta sul posto con una squadra, ha voluto precisare: "Dai primi accertamenti effettuati dai nostri tecnici, gli impianti di competenza della società posizionati lungo il muro di cinta della palazzina crollata, e quindi in luogo esterno, sono risultati integri".

I TESTIMONI - "Ho sentito un boato alle 14:00 - le parole di Paolo della carrozzeria di via Armandi - Siamo sulla parallela di via della Marca e ci siamo subito precipitati. Abbiamo sradicato il cancello e iniziato a scavare".

Scossa anche un'altra residente in zona, la signora Sandra: "Tremava tutto, sembrava il terremoto - le sue parole a RomaToday -. Avevo una casa ad Amatrice ed ho rivissuto quegli attimi di paura e sconforto".  "Stavo uscendo nel giardino -  il commento di un altro abitante della zona - poi mi sono dovuto fermare ed ho portato fuori le bambine che avevo con me. Ho avuto tanta paura, soprattutto per i ragazzini. Ho sentito questo botto e mia figlia mi ha urlato di uscire di casa". 

VIDEO | Esplosione ad Acilia, un residente: "Ho sentito un boato"

LO STUDIO DENTISTICO - Nella palazzina, oltre i nuclei familiari, era presente anche uno studio-laboratorio dentistico, con macchinari e materiali infiammabili, andato completamente distrutto. Elementi che potrebbero aver quindi ampliata la deflagrazione. Secondo i primi rilievi a scatenare l'inferno sarebbe stata una bombola del gas di 50-70 litri posta propio al piano terra. 

APERTA L'INCHIESTA - La Procura della Repubblica di Roma, fin dal primo pomeriggio, ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di "disastro colposo". L'indagine è affidata al pubblico ministero Mario Palazzi che si è recato sul luogo del sinistro per fare un sopralluogo e raccogliere i primi elementi necessari per l'inchiesta.

Domani il Magistrato, che ha effettuato un sopralluogo nella zona del crollo, affiderà l'incarico a due ingegneri. Al momento non è possibile stabilire con certezza se lo scoppio sia avvenuto per una fuga di gas metano o di gpl.

LA SINDACA PRESENTE - Sul posto, con lui, anche il prefetto Domenico Vulpiani, che gestisce il X Municipio commissariato, la delegata al litorale Giuliana Di Pillo, i consiglieri comunali Carola Penna e Paolo Ferrara e la sindaca Virginia Raggi che ha detto ai cronisti presenti di aver parlato con Massimiliano, il marito della donna, al lavoro in un supermercato della zona, e Lorenzo, il figlio 15enne, fuori con gli amici.  

"Ho appena appreso che Debora e Aurora non ce l'hanno fatta. Le parole non riescono a descrivere questo immenso dolore. Roma oggi piange e si stringe attorno Massimiliano e Lorenzo", ha commentato in una nota la Sindaca di Roma.

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