Cronaca

Tbc al Gemelli, il ministro Fazio: "Un caso di buona sanità"

Il ministro della Salute, nel corso dell'audizione in commissione Sanità al Senato, ridimensiona l'allarmismo legato al caso Tbc: "L'epidemia è stata mediatica, forse politica, ma non sanitaria"

L'episodio dell'infermiera malata di tubercolosi al Policlinico Gemelli "è stato un caso di buona sanità, non certo di cattiva sanità, e non vedo come le cose potessero essere gestite meglio. A fronte dei 4.200 casi di Tbc in Italia, al Gemelli sono soltanto 2 i malati. Non si è dunque trattato di un'epidemia sanitaria, ma mediatica". Questa le parole del ministro della salute Ferruccio Fazio, intervenuto ieri in audizione in XII Commissione Sanità del Senato, per sottolineare come "il Gemelli, a prescindere da potenziali errori di comunicazione, ha fatto l'errore di essere troppo scrupoloso e di non attenersi solo alla letteratura, facendo più di quello che avrebbe dovuto per ridurre la terapia preventiva - che ha potenziali effetti collaterali - solo al 10% dei bimbi". "Il test della tubercolina, che secondo la letteratura va usato in questi casi, risulta negativo nei neonati - prosegue il ministro -. Dunque al Gemelli si é deciso per l'uso del Quantiferon che ha consentito di effettuare la profilassi a 122 bambini su circa 1500".

In merito al test di screening più appropriato per i nati prima dell'1 dicembre 2010 e di età superiore ad un anno, il ministro della Salute aveva avanzato la richiesta di parere al Css (Consiglio Superiore di Sanità) dopo che il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso del Codacons che chiedeva che fossero sottoposti a screening anche i bambini nati al Gemelli nel corso del 2010, durante cioé tutta la permanenza dell'infermiera malata di tbc nel reparto di neonatologia del Policlinico. Ma il Consiglio superiore di sanità si è espresso solo, appunto, in merito alla tipologia di screening più adatto secondo l'età dei bambini, sottolineando che "un'eventuale positività " dei nati nel 2010 "non può considerarsi sicuramente associata a un'esposizione ospedaliera, dal momento che andrebbero valutate tutte le altre potenziali fonti di infezione comunitaria, a cominciare dalla famiglia". Quanto allo screening effettuato fino ad ora, il Css 'promuove' la scelta del Gemelli di sottoporre i bambini al test del Quantiferon. (fonte Ansa)

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