Chiude l'Inviolata, a Tivoli rifiuti in strada da cinque giorni: si teme per altri 49 comuni

Nonostante l'accordo di lunedì per portare i rifiuti in Emilia Romagna, i lettori continuano a segnalare cumuli di immondizia. Da De Lillo (Ncd) un'interrogazione a Zingaretti. Cgil: "Possibile emergenza in tutto il quadrante"

“A Tivoli è emergenza sanitaria”. La mancata raccolta dei rifiuti nel comune alle porte di Roma, da giorni invaso dai sacchi di immondizia, arriva in Regione. Il consigliere alla Pisana di Nuovo centrodestra, Fabio De Lillo ha presentato un'interrogazione urgente al presidente regionale Nicola Zingaretti e all'assessore ai Rifiuti, Michele Civita “per capire  quali azioni intendano assumere per superare l'emergenza sanitaria che si sta creando nei comuni che conferivano i rifiuti all'Inviolata e con quali strumenti intendano affrontare il problema della gestione della raccolta e smaltimento dei 51 comuni interessati dall'ordinanza di chiusura della discarica”. 

La scorsa settimana infatti il sindaco di Guidonia, Eligio Rubeis, con un'ordinanza “urgente” aveva blindato l'invaso gestito dalla Ecoitalia 87 del gruppo Cerroni che negli ultimi sei mesi ha ha continuato a ricevere in deroga, grazie a un'ordinanza regionale, rifiuti non trattati dai 49 comuni del comprensorio. Il sito di smaltimento è sotto la lente d'ingrandimento da tempo da parte delle istituzioni preposte che hanno ipotizzato un danno ambientale per la zona circostante dopo anni di smaltimento di rifiuti 'tal quale'. C'è anche una Conferenza dei servizi 'aperta' presso il comunea riguardo. Secondo il sindaco, continuare a smaltire rifiuti all'Inviolata, va contro la legge. Da qui la decisione del primo cittadino di centrodestra di opporsi a quanto previsto dalla Regione, che aveva stabilito di continuare a versare i rifiuti all'Inviolata, seppur trattati.

Chiude la discarica dell'Inviolata e il comune di Tivoli si è così riempito di rifiuti. Come mostrano anche le immagini fornite dai lettori, i cumuli di sacchetti di immondizia in pochi giorni di mancata raccolta hanno iniziato a sovrastare i cassonetti. Piene anche le strade, i marciapiedi a pochi passi dalle case e dai negozi. Il tutto, nonostante lunedì sera in tarda serata è stata trovata una soluzione. I rifiuti di Tivoli, dopo il trattamento dell'impianto di Colfelice, in provincia di Frosinone, verranno portati in Emilia Romagna. Una decisione presa all'ultimo minuto. La Regione infatti aveva previsto, previo trattamento nella struttura del frusinate, di poter continuare a versare nell'impianto di Guidonia. Ma la decisione del sindaco ha imposto di trovare altre soluzioni. 

Il timore è che la situazione possa degenerare anche negli altri comuni che versavano all'Inviolata. A parlare è la Cgil di Roma Est e la Fp Cgil di Roma Est: “Se non si individueranno rapidamente efficaci soluzioni alternative, si rischia di determinare una possibile emergenza igienico-sanitaria che ricadrà sui 51 comuni del territorio del quadrante est della Capitale” dichiara Luigi Cocumazzo, segretario generale della Cgil di Roma-est Valle dell'Aniene. Per Cocumazzo “tutto ciò non sarebbe accaduto se la Regione avesse provveduto a controllare l'autorizzazione emanata nell'aprile del 2010 che disponeva la costruzione degli impianti di trattamento biologico (Tmb) che l'azienda concessionaria della discarica avrebbe dovuto far funzionare per rientrare nelle vigenti norme”.

Appare invece “strumentale e tardiva la posizione del Comune di Guidonia che avrebbe dovuto rappresentare in modi e tempi adeguati i problemi della salute dei cittadini del territorio e non solo a ridosso delle elezioni amministrative di maggio” il commento. La speranza per la Cgil è quella di “individuare rapidamente soluzioni 'ponte'” da un lato ma dall'altro di “costruire finalmente un piano regionale e territoriale dei rifiuti basato sulla raccolta differenziata” afferma proponendo l'apertura di un tavolo di confronto. 

Intanto martedì mattina circa cinquecento persone hanno manifestato a Guidonia contro l'ipotesi di ampliamento con un nuovo invaso da 500 mila metri cubi per la discarica dell'Inviolata, al vaglio in Regione nell'ambito di una Conferenza dei servizi, e contro la realizzazione dell'impianto di trattamento meccanico biologico. 

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