Cronaca

Rapporto Legambiente, peggiora la qualità ambientale: Roma al 75°posto

La ricerca "Ecosistema urbano" ha dimostrato come la qualità ambientale dei comuni capoluogo italiani con più di mezzo milione di abitanti, stia peggiorando. Roma è crollata e perde 13 posizioni rispetto all'edizione precedente

ecosistema-urbanoE' nuovamente "allarme ambientale" nelle grandi città italiane. Secondo i risultati della 17/a edizione della ricerca condotta da Legambiente e Ambiente Italia, "Ecosistema urbano", Roma patisce gli "effetti dannosi di una mobilitazione scriteriata" e precipita dal 62° ad un tragico 75° posto.

"Ecosistema urbano", realizzato in collaborazione con il Sole 24ore, ha stilato la classifica della qualità ambientale dei comuni capoluogo italiani basandosi su parametri come trasporto pubblico, isole pedonali, zone a traffico limitato, depurazione delle acque, raccolta differenziata.

La città di Roma, pur mantenendo il primato nazionale tra le metropoli per il parametro dell'uso del trasporto pubblico (viaggi/abitante/anno) e il secondo posto per quello dell'offerta (km/vettura/abitanti/anno), sconta i peggioramenti nei parametri dello smog, della mobilità sostenibile (dove resta pesante il dato delle auto circolanti: 71 ogni cento abitanti) e soprattutto della raccolta differenziata (dal 19,5% al 20,7%). La Capitale si è aggiudicata inoltre, la maglia nera a livello italiano per i consumi elettrici domestici pro capite. E' risultata positiva la situazione delle aree verdi e della partecipazione e pianificazione ambientale, ma negativi i parametri dei consumi idrici e per la quota di imprese con certificazione Iso 14001 presente nella provincia.

In realtà tutta la regione Lazio con i suoi capoluoghi, ha occupato i posti in fondo della classifica nazionale. I dati raccolti su 125 parametri ambientali, prevalentemente riferiti all'anno 2009, raccolti attraverso questionari e interviste dirette a 103 Comuni e sulla base di altre fonti statistiche, raccontano infatti di una regione che deve compiere ancora tanta strada su mobilità e smog, rifiuti e raccolta differenziata, depurazione e perdite di rete, consumi energetici e fonti rinnovabili, segno della necessità di un maggiore impegno delle Istituzioni dal punto di vista delle politiche ambientali.

"Roma e i capoluoghi del Lazio soffrono di mal d'ambiente, oppressi da traffico e immondizia, incapaci di riqualificare e innovare agganciando le grandi città europee per rendere migliore la qualità della vita dei cittadini, uscendo così dalla crisi ambientale ed economica planetaria - ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-.

Ad eccezione di Torino, tutti i centri urbani con più di mezzo milione di abitanti vedono peggiorare il loro stato di salute ambientale. Insieme a Roma, "tira brutta aria" anche a Milano, dove è peggiorata in tutti gli indici della qualità dell'aria e Napoli e Palermo che 'soccombono' sotto i cumuli di rifiuti nelle strade. Agli ultimi posti della classifica stanno Crotone e Catania.

Fanno parte della topo ten le città di Trento, Bolzano, Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e Livorno, mentre sul podio resistono Belluno, Verbania e Parma, i comuni delle quali sono stati premiati oggi in Palazzo Vecchio a Firenze.

"La vera emergenza nelle nostre città - ha sottolineato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - è rappresentata spesso dalla mancanza di coraggio e modernità da parte di chi le governa".


Preoccupante risulta essere la forte differenza tra le piccole città e i capoluoghi di provincia ma soprattutto il divario Nord-Sud: per trovare infatti, la prima città del Meridione bisogna arrivare al 19° posto (Salerno). Su questo fronte però l'indagine ha evidenziato segnali incoraggianti citando i casi di Oristano (22° posto), Potenza (26°) e Avellino (29°).

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