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Cronaca

Ecomafie: Tmb lavorano al 50%, mai a pieno regime e la Ue procede per infrazione

Dati preoccupanti emergono in commissione Ecomafie: una tonnellata di rifiuti al giorno non viene trattata dai Tmb che non funzionano a pieno regime e il rifiuto arriva a Malagrotta senza alcun trattamento

Roma produce al giorno circa 5mila tonnellate di rifiuti, 4mila andrebbero trattate ma questo non accade e in commissione Ecomafie scoppia la guerra delle responsabilità. Ama accusa E.Giovi (società che gestisce gli altri due Tmb della Capitale, nonché la discarica di Malagrotta) e viceversa. Di certo, al momento, c'è che gli impianti di trattamento meccanico biologico, ad oggi, funzionano al 50% delle loro potenzialità.

Tutto questo fa sì che nella discarica di Malagrotta confluiscano i rifiuti così come sono, ovverso senza essere trattati, aspetto che, quasi a catena, provoca l'intervento dell'Unione Europea che decide procedure di infrazione, perché i rifiuti andrebbero trattati.
Al di là di questi, che sono gli aspetti basilari del problema, ne sono emersi altri, forse più preoccupanti. Facendo un passo indietro e tornando alle dichiarazioni dell'ormai ex commissario ai rifiuti Pecoraro, i quattro Tmb potevano trattare solo 3 mila tonnellate di rifiuti giornalieri e per la tonnellata rimanente sarebbe stato necessario costruire un quinto impianto di trattamento meccanico biologico.

La scoperta dell'ultim'ora, tramite le audizioni dell'ingegner Riccardo Caminada, direttore tecnico di Ama, e dell'ingegner Paolo Stella, direttore tecnico di E. Giovi, rendono tutto ancora più complesso:  sembrerebbe che gli impianti non lavorino per tutto l'anno e non arrivano mai a farlo a pieno regime.
Rispondendo alle domande del senatore Fli, Candido De Angelis, è emerso che gli impianti "Come da autorizzazione hanno un dimensionamento strutturato su 300 giorni- ha spiegato Caminada- Non sono previsti per lavorare la domenica". In sostanza "funzionano per dieci mesi l'anno", per dirla con le parole di De Angelis, e per fare in modo che i due mesi persi vengano "riconquistati" c'è bisogno di "un'autorizzazione che ci permetta di trattare più rifiuti e poi mancano gli stoccaggi del prodotto. Se le domeniche o i festivi gli impianti di ricezione non sono aperti e bisogna accumulare il prodotto in qualche posto c'è un problema". Anche i Tmb dell'E. Giovi funzionano a scartamento ridotto: "Lavorano sei giorni alla settimana- ha spiegato Stella- perché i progetti presentati prevedevano di lavorare su quei tempi: tutti i giorni le macchine hanno bisogno di essere ripulite".

Quindi l'altra questione: gli impianti non lavorano a pieno regime e qui arriva lo scontro tra E.Giovi ed Ama. Per Ama "se ci fosse l'autorizzazione necessaria i quattro impianti potrebbero trattare tutte e quattro mila le tonnellate di rifiuti- ha raccontato Caminada- L'Ama ha proposto al commissario Sottile ieri un'ipotesi di lavoro per aumentare la capacità produttiva degli impianti allungando le ore di lavorazione in modo da arrivare a mille tonnellate al giorno sui propri impianti, cioè due mila in totale che sono la metà di quello che Roma produce: questo passa attraverso un'autorizzazione regionale. Gli impianti non hanno bisogno di grandi modifiche, qualche nastro deve essere allargato ma poca roba. Dobbiamo organizzare un terzo turno lavorativo in più e reclutare il personale che non sarà un problema".

 "Il problema in passato era stato in passato affrontato dal punto di vista della costruzione un quinto impianto. Come stiamo dimostrando può essere inutile- ha aggiunto Caminada- Abbiamo trovato la soluzione utilizzando l'impiantistica esistente e risolvendo il ptorblema nei tempi che la regione e gli enti potrebbero impiegare a dare queste necessarie passaggi autorizzativi".
E. Giovi però non la pensa assolutamente così. Anzi, l'ingegner Stella, incalzato dal senatore De Angelis sul fatto che i due Tmb di Malagrotta (autorizzati per lavorare in totale 1500 tonnellate di rifiuti al giorno) funzionassero per la metà ("In questo momento lavorano 750 tonnellate al giorno di rifiuto trattabile", ha detto Stella), ha svelato un aspetto inquietante della vicenda: "Non ce li ho questi rifiuti, non mi vengono conferiti. I rifiuti vanno in discarica. Riceviamo al Tmb quelli che ci vengono conferiti, le bolle di accompagnamento sono fisicamente diverse se l'Ama li destina alla discarica o al Tmb e se dirotto al Tmb un rifiuto che l'Ama ha previsto di mandare in discarica non mi pagano". E alla domanda di De Angelis "Perché li dovete mandare in discarica?", candidamente Stella ha risposto "Perché costa di meno. Loro sono una spa, hanno un bilancio, un budget da rispettare e cercano di risparmiare. Non sono in grado di incrementare al massimo i rifiuti in ingresso al Tmb perché siamo condizionati dai documenti di partenza".

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