Carcere di Velletri: "Detenuto trovato in possesso di droga"

La denuncia del Sappe: "Ma che succede in quella casa circondariale? Necessaria una ispezione ministeriale

"Che succede nel carcere di Velletri?", a chiederselo è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, dopo che un detenuto del carcere veliterno è stato trovato dalla Polizia Penitenziaria in possesso di 33 grammi di hashish occultati negli slip.

FALLE NELL'ORGANIZZAZIONE - Donato Capece, segretario generale del Sappe, commenta: "Mi sembra evidente che a Velletri vi siano delle falle nell’organizzazione della sicurezza del carcere. E l’Amministrazone Penitenziaria dovrebbe disporre urgentemente una ispezione ministeriale per capire quali siano le cause e le responsabilità. Dopo diversi episodi di telefoni cellulari rinvenuti in alcune celle, è infatti notizia di oggi il rinvenimento di stupefacente occultato negli slip da un detenuto".

BASCHI AZZURRI DI VELLETRI - Il segretario delle guardie carcerarie poi sottolinea: "Il rinvenimento e il sequestro della droga, che testimonia l’alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri di Velletri a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento, evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti in carcere". 

BATTAGLIA SILENZIOSA - "Ogni giorno la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. L’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subutex (una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il SERT per chi è in trattamento) sono quelle che più diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri. Ovvio - prosegue Capece - che l’azione di contrasto, diffusione e consumo di droga in carcere vede l’impegno prezioso della Polizia penitenziaria, che per questo si avvale anche delle proprie Unità Cinofile".

ISPEZIONE MINISTERIALE - Alla luce di ciò, Donato Capece conclude: "Questo fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte della Polizia Penitenziaria diviene fondamentale. E deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere, proprio in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti. Ma questo fatto, che segue il rinvenimento di telefoni cellulari in cella, deve a nostro avviso fare seriamente riflettere sulla necessità urgente dell’Amministrazione Penitenziaria regionale e nazionale di disporre una ispezione ministeriale per capire come è possibile che accada tutto ciò nel carcere di Velletri"

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Lazio zona arancione? Oggi la decisione

  • Coronavirus, nel Lazio chiusi negozi e supermercati alle 21: la nuova ordinanza della Regione

  • Centro commerciale Maximo di Roma: ecco quali sono i negozi presenti all'interno

  • Coronavirus Roma, Matteo si fa ricoverare insieme allo zio down positivo al Covid: "Non potevo lasciarlo solo"

  • Coronavirus, a Roma 1305 nuovi casi. Nel Lazio 80 morti nelle ultime 24 ore. I dati del 18 novembre

  • Sciopero trasporti mercoledì 25 novembre: a rischio metro, bus, treni e pullman Cotral

Torna su
RomaToday è in caricamento