Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Droga in ambulanza durante il lockdown: la marijuana fornita da "Gianpiero", il Narcos messinese a Roma

Otto le persone arrestate nell'ambito dell'operazione Red Drug. La droga destinata alle piazze abruzzesi e siciliane

Operazione Red Drug

Veniva fornita e caricata a Roma da un grossista residente nella zona di Selva Candida la marijuana che in piena pandemia riforniva le piazze di spaccio siciliane ed abruzzesi. Il fornitore è un 61enne di origini messinesi, legato al clan mafioso degli Spartà, conosciuto come Gianpiero, operativo nella Capitale, con i carichi di marijuana che da Roma viaggiavano quasi indisturbati fra Pescara, Messina e Catania. A dare sicurezza ai corrieri la possibilità di potersi muovere liberamente con le ambulanze durante la pandemia in tutta Italia, magari paventando il trasporto di un paziente positivo al Coronavirus che avrebbe potuto scoraggiare un eventuale controllo delle forze dell'ordine. 

Operazione Red Drug

Il sistema era stato messo in piedi da una organizzazione che operava tra la Sicilia, il Lazio e l'Abruzzo. Otto arresti e 65 chili di marijuana sequestrata il bilancio dell'operazione antidroga della Guardia di Ginanza che ha sgominato il traffico di stupefacenti. Il blitz, denominato 'Red Drug', è stato coordinato dalla procura di Messina ed è portato a termine dalle fiamme gialle del Comando provinciale, in collaborazione con lo Scico di Roma. Un'attività d'indagine iniziata sul finire del 2020 con sei mesi di indagini. 

Droga sull'asse Siclia-Roma-Abruzzo

L'organizzazione era attiva a Messina e a Catania, con propaggini a Roma e a Pescara. Nonostante le restrizioni del lockdown, quando a tutti erano impediti i movimenti, gli indagati si muovevano indisturbati, trasportando e distribuendo grossi quantitativi di droga. Secondo gli investigatori, tra i promotori della banda ci sarebbero un messinese di 33 anni, S.G., considerato "contiguo" al clan mafioso degli Spartà, e i catanesi di 44 e 53 anni, S.C. e L.P., individuati come "contigui" alla famiglia Nizza che fa parte del clan etneo Santapaola-Ercolano. 

Il forniotre di marijuana a Selva Candida 

Del gruppo criminale farebbero parte anche i messinesi F.G. e M.F., di di 46 e 40 anni, oltre al brontese A.M., di 48 anni. Questi avrebbero curato l'approvvigionamento e la distribuzione di marijuana in Abruzzo e Sicilia. A fornire la droga era un messinese, F.F. di 61 anni, che vive a Roma, nella zona di Selva Candida. Gli inquirenti hanno ricostruito tutte le fasi del traffico di droga: dalla pianificazione dell'approvvigionamento al trasferimento di tre carichi, uno destinato a Pescara e due alla Sicilia, con la marijuana fornita a Roma dal grossista 61enne. 

Tre carichi in partenza da Roma

Il primo, destinato alla cittadina abruzzese, è arrivato nel febbraio di quest'anno: 25 chili di droga destinati al 49enne S.M., considerato "elemento di spicco" del clan pescarese Spinelli, di etnia rom. Un secondo carico, di circa 30 chili di marijuana, aveva come destinazione Messina. In entrambe le occasioni per il trasporto della droga l'organizzazione aveva utilizzato un'autoambulanza di una Onlus messinese, in modo da eludere i controlli di polizia intensificati per via delle restrizioni anti-Covid. Un terzo carico, di circa 35 chili di marijuana, sempre da recapitare in Sicilia, fu sequestrato allo sbarco al porto commerciale di Tremestieri, a Messina. Questa volta la banda si era servita di un tir utilizzato per il trasporto di alimenti. Il blitz di oggi ha visto impegnati un centinaio di finanzieri, le unità specializzate antidroga del Gico di Messina, lo Scico di Roma, le unità cinofile e la sezione Aerea del Reparto operativo aeronavale di Palermo.

L'attività di intercettazione 

Le indagini svolte, dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e consistite in complesse intercettazioni telefoniche, ambientali e tipiche di polizia giudiziaria, rese ancora più difficoltose dal particolare momento storico connesso alla pandemia da covid-19, hanno tuttavia consentito di ricostruire tutte le fasi dell'illecito traffico: dalla pianificazione dell'approvvigionamento al trasferimento dei tre carichi di sostanze stupefacenti, destinati a Pescara, Messina e Catania.

Il carico destinato a Pescara 

Nel dettaglio, nel febbraio di quest'anno, le indagini permettevano alle Fiamme Gialle di ricostruire la consegna di un primo carico di circa 25 chilogrammi di sostanza stupefacente destinata a Pescara, a favore del pregiudicato S.M. classe 72, elemento di spicco del noto clan pescarese Spinelli di etnia rom. La partita di droga veniva procacciata dai siciliani S.C. e S.G., trasportata dai corrieri F.G. e M.F. e fornita dal romano F.F. alias Gianpiero.

Il carico destinato a Messina 

 Un secondo carico, di circa 30 chilogrammi di sostanza stupefacente di tipo marijuana, questa volta da far recapitare a Messina, sempre su input dei narcotrafficanti siciliani S.G., S.C. e L.P., veniva nuovamente commissionato ai "corrieri" messinesi F.G. e M.F., a Roma, dal medesimo fornitore F.F. alias Gianpiero. In entrambe le occasioni, per il trasporto dei due carichi di droga - a Pescara e a Messina - per eludere i controlli di Polizia, intensificati dalle misure restrittive per l'epidemia da Covid 19, l'organizzazione indagata ha utilizzato un'autoambulanza, riferibile ad una onlus messinese. 

Azione sanguinaria nei confronti del corriere infedele 

Proprio in tale occasione, non avendo notizie del corriere ed ipotizzando come questi fosse fuggito con l'illecito carico, a riprova della caratura criminale degli odierni arrestati, i sodali in attesa manifestavano l'intenzione di adottare, nell'eventualità, un'azione sanguinaria nei confronti dei familiari del corriere: "Ci ammazziamo la famiglia direttamente... saliamo la e lo scotoliamo"... "che gli sia passato per la testa che si poteva vendere quel coso e se ne scappa con i soldi.... gli ammazziamo la mamma, la sorella, i figli, la moglie... che ha figli...moglie?...che ha?....gli sequestriamo la famiglia qua...".

Terzo carico da trasportare con un tir 

Una quindicina di giorni dopo, quindi, nonostante l'intervento repressivo eseguito, i narcotrafficanti siciliani non demordevano, organizzando un terzo carico, di circa 35 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, sempre da recapitare in Sicilia e sottoposto a sequestro allo sbarco allo scalo commerciale di Tremestieri a Messina. La sostanza stupefacente veniva recuperata dal medesimo fornitore romano F.F. (Gianpiero) e trasportata, fino al capoluogo peloritano, da due corrieri catanesi, A.M. classe 73 e P.S. classe 74 che, nell'occasione, si servivano questa volta di un autoarticolato per il trasporto di alimenti.

Il clan pescarese imparentato con Casamonica e Spada 

Anche tale espediente, tuttavia, non gli consentiva di portare a compimento l'illecito disegno criminoso. In sintesi, le odierne indagini, oltre ad aver represso un lucroso traffico di droga sull'asse Roma-Pescara-Messina, hanno l'importante risvolto di aver documentato un consolidato e stabile collegamento criminale fra il noto clan pescarese Spinelli di etnia rom (imparentato con i noti potenti clan romani di etnia rom dei Casamonica e degli Spada che, dagli Anni 90 ad oggi, sono balzati agli onori della cronaca per i collegamenti con diverse organizzazioni criminali quali la 'ndrangheta, la camorra, la sacra corona unita e la criminalità di stampo albanese, soprattutto per quanto attiene il traffico di sostanze stupefacenti) ed esponenti contigui ai noti e blasonati clan siciliani Spartà di Messina e Santapaola-Ercolano di Catania. 

Otto arresti 

Con l'operazione odierna, il Tribunale, la Direzione Distrettuale Antimafia e la Guardia di Finanza di Messina, nonché lo Scico di Roma, oltre ad assicurare alla giustizia soggetti dediti alle attività di narcotraffico, hanno recuperato un ampio spazio di legalità, restituendolo alla collettività onesta.

Il blitz all'alba 

Alle prime luci dell'alba di venerdì 18 giugno il blitz, con i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, con la collaborazione ed il supporto di personale dello Scico di Roma (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata), su disposizione della Procura della Repubblica di Messina, ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 8 soggetti, indagati a vario titolo per i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. 

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