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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca Lungotevere Vittorio Gassmann

Marconi: segregata in un tugurio, botte e violenze per farla elemosinare

Arrestata una coppia di aguzzini. La vittima convinta a venire in Italia con la promessa di una "vita migliore". Le violenze ai danni della donna in un nascondiglio sul lungotevere Vittorio Gassmann

L’hanno convinta a venire in Italia con il miraggio di una vita migliore. Alla frontiera le hanno sottratto i documenti e, una volta a Roma, l’hanno tenuta segregata in un casale abbandonato negli ex edifici diroccati di una fabbrica del lungotevere Vittorio Gassmann, zona Marconi costringendola all’accattonaggio. È una situazione andata avanti per mesi, durante i quali una donna romena è stata obbligata, costantemente sotto minaccia di gravi ritorsioni e spesso anche di morte, a chiedere l’elemosina per le vie del centro per conto di due connazionali senza scrupoli.

AGUZZINI SENZA SCRUPOLI - I due aguzzini a fine giornata perquisivano la donna per essere sicuri che non trattenesse per sé nulla di quanto guadagnato, se poi provava a ribellarsi veniva picchiata e minacciata. A seguito delle ripetute e violente percosse subite, la vittima è stata costretta a recarsi in ospedale, ma sempre di nascosto, anche quando è stata bruciata alle caviglie con una sigaretta.Nei giorni scorsi, però, la donna ha accusato forti dolori addominali, ha approfittato dell’assenza dei suoi sfruttatori ed è andata di nuovo in ospedale. Qui ha incontrato un altro connazionale, al quale ha potuto finalmente raccontare la sua storia, e che l’ha convinta a denunciare tutto alla Polizia.

DENUNCIA ALLA POLIZIA - Ad ascoltare la denuncia della donna sono stati gli agenti del Posto di Polizia dell’ospedale San Camillo che, insieme agli altri colleghi del Commissariato Monteverde, diretti dal primo dirigente Antonio Roberti, hanno individuato il luogo descritto dalla donna e lì hanno trovato anche i due malviventi.

TUGURIO A MARCONI - Negli edifici diroccati di una ex fabbrica sul lungotevere Vittorio Gassmann sono stati rintracciati un uomo ed una donna di 59 e 46 anni, entrambi romeni in Italia senza fissa dimora, sottoposti a fermo di indiziato di delitto con l’accusa di riduzione in schiavitù.

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