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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Violenza sulle donne

Sanguinante e con le ossa rotte, scappa dalla furia del compagno e trova rifugio in un bar

Il suo aggressore, dopo averla pestata, progettava la fuga in Francia: è stato fermato al confine

È scappata, correndo con le ultime energie rimaste e trovando riparo in un bar di via Nomentana. Qui, sanguinante e con le ossa rotte, ha chiesto aiuto. Un allarme subito ricevuto dal titolare di un bar in zona ponte Tazio e dai clienti che l'hanno protetta dalla furia del suo compagno, mettendolo in fuga, chiamando così i soccorsi. Un'altra, l'ennesima, storia di violenza su una donna a Roma. La notizia è stata resa nota soltanto oggi dagli inquirenti, con i fatti andati in scena un mese fa.

A far partire le indagini, quanto successo quella mattina del 13 dicembre scorso. La vittima, una cittadina marocchina di 33 anni, soccorsa è stata portata al policlinico Umberto I con i medici che le hanno riscontrato un trauma cranico facciale e varie fratture. Trattenuta in osservazione con prognosi di 40 giorni, ora è in via di guarigione. Nel frattempo i carabinieri e la procura, che hanno lavorato sul caso, dopo una caccia all'uomo hanno preso il responsabile: un libico di 35 anni che era pronto a scappare in Francia, pur di far perdere per sempre le sue tracce.

Le indagini 

I militari della stazione di viale Libia intervenuti in quel bar di via Nomentana, hanno iniziato le indagini raccogliendo le testimonianze dei presenti prima e poi dalla donna vittima delle violenze, acquisendo inoltre il referto medico prodotto dal policlinico Umberto I. 

Subito sulle tracce del sospettato, gli investigatori si sono diretti in una baracca nei pressi di ponte Tazio. Qui, secondo l'intuizione dei militari, sarebbero avvenute le violenze anche perché, durante un sopralluogo nell'alloggio di fortuna, sono state rinvenute tracce di sangue che hanno dato ulteriore conferma del racconto fornito dalla donna. Del sospettato, però, nessuna traccia. 

La fuga in Francia fermata 

A quel punto è partita una caccia all'uomo. Chi ha indagato ha inserito nella banca dati delle forze di polizia una cosiddetta "nota di rintraccio" che ha prodotto i risultati sperati lo scorso 20 dicembre, quando il cittadino libico ha tentato di attraversare la frontiera di Ventimiglia per dirigersi in Francia. Qui, però, è stato respinto, trattenuto e sottoposto a fermo di indiziato di delitto. 

Portato nel carcere di Sanremo, il fermo è stato convalidato il 22 dicembre dal gip del tribunale di Imperia che ha disposto per l'uomo la custodia cautelare in carcere e trasferendo gli atti al tribunale di Roma. Lo scorso 7 gennaio, con una ordinanza, il gip capitolino ha rinnovato la custodia cautelare in carcere per il cittadino libico che rimarrà in carcere, a Sanremo. Per lui le accuse sono di lesioni personali gravi e aggravate.
 

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